"Giù le mani da Malagò": Cio e Uefa avvertono Coni e politica, l'Euro 2032 è a rischio
Il giorno del giudizio si avvicina: fra il 6 e il 10 ottobre la giunta del Coni deciderà sulla regolarità dell'elezione di Giovanni Malagò a presidente della Figc, sancita il 22 giugno scorso dal 68,58% dei votanti. Alla forsennata ricerca del cavillo che invalidi il risultato di un procedimento assolutamente regolare e democratico, gli avversari del capo del calcio si agitano nel Foro Italico e nel Palazzo della politica. Le ultime sortite di Buonfiglio e Abodi suscitano tenerezza. Il primo se la prende con i cronisti che fanno il loro mestiere e, all'uscita dalla giunta Coni che lo nomina commissario Federpesi, li rimbrotta perché intervistano prima il predecessore, comprensibilmente al centro dell'attenzione e poi lui. "Non accada mai più che io stia qui ad aspettarvi, la prossima volta me ne vado", tuona Buonfiglio, con tanti saluti allo stile olimpico. Fortunatamente non si registrano suicidi, sia davanti alle edicole sia in Rete. Il ministro dello Sport, invece, dichiara: "Qui non c’è un tema né personale né politico. Il tentativo di metterlo su questo piano è un tentativo di confusione, della quale non ha bisogno un sistema che ha bisogno di ripartire. Nel momento in cui è il Coni che prende una decisione, metterla sul piano politico è una mortificazione nei confronti del Coni che credo che il Coni non meriti. Serve affrontare con decisione, ognuno con le proprie convinzioni, un argomento che comunque è sottoposto alla valutazione non di una persona ma di più persone, questo deve essere anche un fattore di garanzia: deciderà la Giunta, deciderà il Consiglio nazionale. Più garanzie di queste non ce ne sono”. Bum. Ma Abodi pensa che ci crediamo? Lo sanno anche i muri di Roma quanto Malagò gli stia simpatico come il trapano alle gengive. Dichiarazione al Fatto Quotidiano di Mauro Berruto, ex ct dell’Italia maschile di pallavolo (2010-2015), esponente della segreteria nazionale Pd con delega allo sport: "La realtà dei fatti è la volontà esplicita di commissariare la federcalcio da parte del governo e del ministro dello Sport Abodi. Questo piano precede la scesa in campo di Malagò dopo la sconfitta dell’Italia in Bosnia. C’è il desiderio di occupare ancora più spazio da parte di una maggioranza che ha perseguito questo obiettivo a ogni livello possibile. Il calcio in Italia ha un enorme valore, non solo sportivo, ma anche culturale e sociale. Piantare la bandierina sulla Figc rappresenterebbe l’ennesima presa di potere. Mettere le mani sullo sport non è una novità, ma non si era mai vista una politica così sfrontata".
Euro 2032 a rischio
Nel frattempo, Uefa e Cio avvertono Coni e politici: giù le mani da Malagò. A Copenaghen, Alexander Ceferin ha colto l'occasione dell'assemblea European Football Club (l'Ex Eca) per ribadire forte e chiaro: "Non è la prima volta che si solleva la questione delle ingerenze esterne nell’attività della Figc: Fifa e Uefa hanno sempre insistito con chiarezza sull’autonomia delle federazioni", dice Ceferin. E aggiunge: "Mi auguro che gli organi competenti prendano al più presto una decisione conforme alle regole dell’ordinamento sportivo: l’aggravarsi della crisi istituzionale non fa bene a nessuno". Traduzione: rimuovere il presidente della Figc e commissariare la Federcalcio è una cosa che non sta né in cielo né in terra. E ancora, allargando lo sguardo all'Euro 2032: "Quale Paese co-organizzatore con la Turchia, l’Italia ha una responsabilità particolare. È importante preservare l’indipendenza delle istituzioni sportive. Qualsiasi forma di ingerenza politica potrebbe minare la fiducia dell’Uefa e degli altri partner il che non sarebbe nell’interesse né del calcio italiano né del torneo". Seconda traduzione: occhio, se fate cadere Malagò rischiate l'Euro 2032. Sarebbe davvero una jattura, dopo il successo planetario di grandi eventi sportivi organizzati dal nostro Paese, a cominciare da Milano Cortina 2026, i Giochi che portano in calce la firma di Malagò a caratteri cubitali. A proposito. Nel quartier generale del Cio, a Losanna, viene definito un oltraggio la messa in discussione l'elezione a presidente della più importante federazione italiana di un autorevole membro del Comitato Olimpico Internazionale, per 12 anni a capo del Coni. Malagò, il presidente che ha ottenuto il maggior numero di medaglie olimpiche nella storia del Comitato Olimpico italiano (140 fra le edizioni estive e invernali: 35 ori, 46 argentini, 59 bronzi, nel periodo 20213-2025). Un vero gigante.
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