Sporting Sala Consilina, piacere di stupire. "Pianificazione e mentalità"
Buona la terza. Due stagioni di apprendistato per prendere le misure di un campionato complesso come la Serie A di futsal, ora il grande salto dello Sporting Sala Consilina, una delle otto qualificate per la prossima Final Eight di Ancona, a fine marzo. Per la prima volta al tavolo con le big, addirittura da testa di serie: quarta classificata al termine del girone di andata della regular season (insieme alla Feldi Eboli, terza) a 4 punti dal duo di testa L84 Torino-Meta Catania con cui ha duellato sin dall’inizio del campionato. Un percorso impreziosito dalla qualificazione ai quarti di Coppa della Divisione, ma soprattutto da quella sensazione di squadra super competitiva in grado di giocarsela con tutte, che può far sognare i suoi (tanti) tifosi.
RINNOVO ANTICIPATO
La costruzione del roster gialloverde e i sacrifici della famiglia Detta stanno dando frutti gustosi, per tutto il resto c’è Felipe Conde, un allenatore capace di portare qualcosa di nuovo in Italia, che ha già incassato la fiducia del club campano, fresco di rinnovo anticipato anche per la stagione 2026-27.
Mister, un bilancio di questo inizio di stagione e del percorso della squadra finora?
«Questa è una squadra che ha creduto fin da subito nel lavoro proposto e ha affrontato la preparazione con grande serietà. L’ottimo avvio di campionato è stato importante perché ha dato fiducia non solo ai giocatori, ma anche alla dirigenza e ai tifosi. È normale attraversare momenti di alti e bassi, soprattutto per un gruppo che è ancora in fase di maturazione, ma il percorso fin qui dimostra una crescita evidente, sia collettiva sia individuale. Stiamo cercando maggiore continuità, ma la squadra sta evolvendo nel modo giusto.»
Dal suo arrivo a oggi, quanto è cambiata la squadra sotto il profilo del gioco e del lavoro quotidiano?
«Quando sono arrivato avevamo pochissimo tempo per lavorare, solo cinque allenamenti prima di una lunga serie di partite. In quella fase ci siamo concentrati sulla semplicità e sulla fiducia nei giocatori. Oggi la squadra è completamente diversa. Il nostro gioco è più complesso e completo: difendiamo in modo diverso, abbiamo più soluzioni offensive, lavoriamo bene sulle palle inattive, che ci hanno già portato diversi gol, e siamo in grado di gestire più situazioni tattiche. Anche la preparazione fisica è cresciuta molto grazie all’ottimo lavoro svolto, e oggi possiamo dire di essere una delle squadre più intense della Serie A. Un aspetto meno visibile ma fondamentale è la crescita di tutto lo staff, oggi più organizzato. A questo si aggiunge il lavoro della dirigenza, che ha creato le condizioni migliori e ha operato bene sul mercato. Tutti questi elementi spiegano il nostro rendimento.»
La squadra è impegnata su più fronti. Quanto conta la gestione delle competizioni e della mentalità?
«A inizio stagione l’obiettivo era essere competitivi in tutte le competizioni, ed è per questo che la preparazione è stata così importante. Non è semplice adattarsi a tornei con formule diverse, ma finora siamo riusciti a gestire bene la situazione. Il controllo dei carichi di lavoro è fondamentale, anche se non sempre è possibile farlo come vorremmo. Stiamo lavorando per far capire ai giocatori che una grande squadra deve saper competere su più fronti senza perdere concentrazione o rendimento. Stiamo migliorando anche sotto questo aspetto e questa mentalità fa la differenza tra una buona squadra e una grande squadra. Il club ha l’ambizione di crescere e consolidarsi, e pianificazione e mentalità sono elementi decisivi.»
Come descriverebbe oggi l’identità dello Sporting in campo?
«Vedo lo Sporting come una squadra intensa, che gioca con grande pressione sull’avversario e cerca di tenere il controllo del gioco. Una squadra coraggiosa, organizzata, consapevole dei propri punti di forza e dei propri limiti, che prova sempre a dare il massimo in ogni partita. Sappiamo di dover migliorare ancora molto, ma affrontiamo questo percorso con il lavoro quotidiano.»
I risultati stanno dando ragione al progetto. Quali sono ora gli obiettivi per la seconda parte della stagione?
«I risultati dimostrano che il lavoro è stato fatto nel modo giusto, anche se restano molti aspetti da migliorare. Questo club merita ciò che sta ottenendo per l’impegno della dirigenza, degli sponsor, dello staff e per la qualità del gruppo di giocatori. Un ringraziamento va anche al territorio del Vallo di Diano, che riempie il palazzetto e sostiene la squadra. Ora ci attende la seconda parte della stagione, con l’obiettivo principale della qualificazione ai playoff. Ma non vogliamo fermarci qui: vogliamo andare il più lontano possibile in tutte le competizioni, pensando partita dopo partita e lavorando per superare i nostri limiti.»
UN PASSO ALLA VOLTA
Scelte ponderate, sacrifici e lavoro quotidiano. Così la famiglia Detta ha portato lo Sporting Sala Consilina a un livello superiori. Dopo tanta semina, per i cugini Antonio Ernesto e Giuseppe è arrivato il momento della raccolta.
Negli ultimi anni il club ha attraversato diverse fasi di crescita. Quanto conta oggi la memoria di quel percorso nel mantenere equilibrio e ambizione?
«Moltissimo. Ricordare da dove si è partiti aiuta a dare il giusto peso ai risultati di oggi. Ogni traguardo raggiunto è il frutto di un percorso lungo, fatto di scelte ponderate, sacrifici e lavoro quotidiano. La memoria del cammino fatto ci permette di restare lucidi, mantenere equilibrio e allo stesso tempo continuare a essere ambiziosi senza perdere identità.»
Quando si parla oggi di Sporting Sala Consilina, che tipo di progetto viene riconosciuto a livello nazionale?
«Crediamo venga riconosciuto un progetto serio, coerente e affidabile. Una realtà che non ha mai rincorso scorciatoie o mode, ma ha costruito credibilità stagione dopo stagione, soprattutto attraverso i risultati sul campo. Questo ci rende orgogliosi, perché dimostra che la strada intrapresa è quella giusta.»
Quanto è stato importante il lavoro di squadra, dentro e fuori dal campo, per arrivare a questi risultati?
«Determinante. I risultati sportivi sono solo la parte finale di un lavoro che coinvolge molte persone. Staff tecnico, dirigenza, collaboratori, sponsor e territorio hanno contribuito tutti allo stesso modo. È un lavoro di squadra vero, quotidiano, che va oltre il campo e che permette alla squadra di esprimersi al meglio.»
La qualificazione alla Final Eight di Coppa Italia rappresenta un traguardo storico. Che significato assume all’interno di questo percorso?
«La Final Eight rappresenta uno dei due obiettivi stagionali che la società si era prefissata, insieme alla qualificazione ai playoff di fine campionato. Raggiungerla significa aver centrato un obiettivo importante, che certifica la crescita del progetto e la bontà delle scelte fatte negli anni. È un risultato che nasce da basi solide, non da un episodio isolato.»
A metà campionato lo Sporting è quarto in classifica. Che lettura date di questo dato?
«Il quarto posto è una fotografia fedele del lavoro svolto finora. Non lo consideriamo un punto di arrivo, ma una conferma della continuità e della serietà con cui il gruppo sta affrontando una Serie A di livello molto alto. Ci dice che siamo competitivi e che possiamo continuare a crescere.»
Oltre ai risultati sportivi, quanto ha inciso il tessuto imprenditoriale del territorio nel sostenere il progetto?
«Ha inciso in maniera decisiva. Il territorio del Vallo di Diano è in forte crescita non solo dal punto di vista sportivo, ma anche imprenditoriale. Il supporto delle aziende locali e degli sponsor che credono nel progetto è fondamentale. Senza questo sostegno concreto e continuo, traguardi come la Final Eight non sarebbero possibili.»
Che responsabilità comporta oggi rappresentare questo territorio a livello nazionale?
«Comporta una grande responsabilità. Significa essere credibili dentro e fuori dal campo, mantenere standard elevati ogni giorno e sapere che ogni scelta ha un impatto sul futuro del club e sul territorio che rappresentiamo. È una responsabilità che sentiamo e che ci spinge a lavorare ancora meglio.»
Guardando alla seconda parte di stagione, con la Final Eight già conquistata, qual è la direzione che la società vuole continuare a seguire?
«La direzione è chiara. Consolidare quanto fatto, restare competitivi e continuare a lavorare con equilibrio. L’obiettivo playoff resta centrale, così come la volontà di andare il più avanti possibile in tutte le competizioni. Sempre con lo stesso approccio: lavoro, programmazione e rispetto del percorso.»
ORGOGLIO E RESPONSABILITÀ
Con dodici gol in 15 giornate di regular season, Attilio Arillo è il top scorer dello Sporting Sala Consilina. L’ex Azzurro si gode una super prima parte di stagione, restando però sul pezzo.
Quarti a metà stagione, che valore questo risultato per il gruppo?
«Ha un valore importante perché conferma il lavoro fatto. Ci dà fiducia, ma allo stesso tempo ci ricorda che dobbiamo continuare con la stessa concentrazione, perché è vero che adesso il nostro percorso è positivo , ma il girone di ritorno sarà ancora più difficile.»
La Final Eight di Coppa Italia è una prima volta per il club. Come l’avete vissuta?
«Con orgoglio e responsabilità. Sappiamo di aver scritto una pagina importante, e vogliamo continuare su questa strada, per arrivare a giocarci qualcosa di importantissimo.»
Cosa significa rappresentare Sala Consilina in Serie A?
«Significa portare in campo un territorio intero. Lo sentiamo nel supporto che riceviamo e nel modo in cui veniamo seguiti, e grazie anche a loro per tutto ciò che ci danno settimana dopo settimana, vogliamo portare il palazzetto al sold out e sono sicuro che ci riusciremo. »
Che tipo di gruppo siete fuori dal campo?
«Un gruppo unito, che lavora con rispetto e condivisione. Questo equilibrio poi si riflette anche durante le partite. Tutto ciò è grazie anche a tutto lo staff, per essere una grande squadra devi essere un grande gruppo e noi siamo sulla strada giusta per arrivare più lontani possibile .».