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Barcellona, buona la prima per Quique Setién

Una rete solitaria di Leo Messi regala il primo successo all’erede di Valverde. Vittoria più sofferta del previsto, su un avversario rimasto in inferiorità numerica, ma comunque sufficiente per riacciuffare in vetta il Real Madrid.

Barcellona, buona la prima per Quique Setién
© EPA

BARCELLONA (SPAGNA) - Parte con una vittoria di misura il nuovo corso del Barça targato Quique Setién, che supera il Granada grazie a una rete solitaria del solito Leo Messi. Gol che arriva, alla mezz’ora della ripresa, quando gli ospiti erano appena rimasti in dieci per il secondo cartellino giallo guadagnato dall’ingenuo German. Al di là della sofferta vittoria, però, già si nota la mano del nuovo tecnico, che con scelte che hanno riportato alla mente alcune soluzioni adottate in passato da Johan Cruyff al tempo del Dream-team, pare già lavorare in vista di un pieno recupero della filosofia di palleggio e pressing alto cara in Catalogna. Successo che permette ai blaugrana di riacciuffare in vetta il Real Madrid, vittorioso nel big-match di sabato pomeriggio sul Siviglia di Monchi.

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IL PRIMO UNDICI - Fuori causa il lungo degente Luis Suarez e lo squalificato Frenkie De Jong e ancora non al meglio il convalescente Arthur, che parte dalla panchina, Quique Setién si affida a un undici che vede come principale novità Umtiti al posto di Lenglet nel cuore della difesa. Accanto a Busquets, sulla mediana, riappaiono Rakitic e Arturo Vidal, due giocatori che ultimamente provocavano i borbottii del Camp Nou ogni qual volta venivano utilizzati da Valverde. Davanti, con Messi e Griezmann c’è il diciassettenne Ansu Fati. Diego Martinez, che nel girone d’andata si era tolto la soddisfazione di battere i campioni di Spagna per 2-0, risponde con un 4-2-3-1 in cui si fanno notare la meteora romanista Gonalons sulla mediana e il centravanti Carlos Fernandez.

RITORNO ALLE ORIGINI - Pochi scampoli e già si nota la mano di Setién, che si affiderà pure a volti graditi al predecessore Valverde ma distribuiti in uno schema decisamente più vicino all’idea calcistica del nume tutelare blaugrana Johan Cruyff. Sergi Roberto, infatti, rimane dietro a formare una linea a tre difensiva con Piqué e Umtiti, con Ansu Fati e Jordi Alba larghi sulle fasce, all’altezza di Rakitic, Busquets e Arturo Vidal. Griezmann e Messi agiscono, in avanti, per vie centrali con molta libertà. Pressing alto e possesso infinito caratterizzano l’intera prima frazione, ma alla resa dei conti, i balugrana finiscono per pungere poco, fatta eccezione per tre tentativi di Ansu Fati e una punizione di poco alta dell’attivo Messi, che nell’ultima giocata prima della pausa tra i due tempi sfiora il palo, dopo la classica imbeccata di Jordi Alba.

VECCHIE SOLUZIONI - La ripresa si apre con un nuovo tentativo fuori bersaglio di Leo, ma sono gli andalusi a sfiorare il clamoroso vantaggio, con un velenoso rasoterra di Yan Eteki, che coglie in pieno la base del palo. La svolta della partita arriva a metà frazione, quando l’ingenuo German si guadagna il secondo cartellino giallo nel giro di pochi minuti, lasciando, così, gli ospiti in inferiorità numerica. Setién si gioca la carta Riqui Puig e il Barça aumenta la pressione offensiva, trovando premio, appena superata la mezz’ora, con il solito Messi, che trova il 14º centro personale in Liga dopo una pregevole giocata collettiva, che si chiude con un illuminante assist di tacco di Arturo Vidal. Tanto basta per fare bottino pieno. Per ora è sufficiente così, Barça di nuovo in vetta, insieme al Real.

@andydepauli

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