Tra calcio e red carpet, alle radici di un sogno: i Friedkin a Cannes stanno ricostruendo da zero un club storico

La promozione in Ligue 3 e il futuro, nella stagione 2024-25 i biancorossi hanno dato un piccolo assaggio del loro potenziale
Giorgio Marota

Pubblicato il 27.07.2026, 14:40

INVIATO A CANNES - Se il cinema è davvero uno specchio dipinto, come sosteneva Ettore Scola, Friedkin deve averci visto riflessa la propria anima. L’aviatore dei cieli, il venditore di Toyota, il produttore di pellicole di successo, il magnate del turismo di lusso, il patron sportivo: Dan sa essere tutto questo e molto altro, senza la smania di raccontarsi. Un americano “al contrario” nel suo vivere dentro una bolla di silenzi e riflessioni - ad alcuni ricorda il giovane Papa statunitense della serie di Sorrentino che non appariva né parlava per scelta - eppure decisionista come soltanto un tycoon con un patrimonio personale da 11,4 miliardi di dollari sa essere.

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Friedkin e il legame con Cannes

A Cannes, la città che ha celebrato sul red carpet le sue opere cinematografiche, l’imprenditore ha deciso di mettere radici ricostruendo un club dalle sue macerie. Non gli è bastato essere il custode della Roma, la squadra più tifata «nella più iconica città al mondo», dove insegue almeno uno scudetto al prezzo di mezzo milione al giorno (sono i soldi che ha messo dal 2020); da tre anni il texano ha prelevato la società simbolo del glamour della Costa Azzurra, quella dove è prassi trovare decine di Ferrari o Lamborghini parcheggiate davanti alle centinaia di boutique delle grandi marche. L’esclusività che questa famiglia ricerca, a Roma rischia di passare come disdegno. Qui è segno di prestigio.

Il ritorno tra i professionisti e il progetto per lo stadio

Dai dilettanti il Cannes è approdato in terza serie grazie alla guida sapiente del figlio Ryan, da queste parti “il presidente”. Il professionismo mancava da 15 stagioni. L’obiettivo, nel giro di un lustro, è raggiungere la Ligue1 e poi, perché no, riannodare i fili col passato riaffacciandosi pure in Europa. In riviera sono cresciuti campioni del calibro di Vieira e Zidane e, negli anni Novanta, il popolo “cannois” ha vissuto persino un paio di avventure soddisfacenti in Coppa Uefa. Il calcio, insomma, è pane quotidiano tanto quanto i film. «Saremo il Como di Francia», dicono i tifosi, entusiasti all’idea della scalata. La nuova proprietà punta a rendere il Cannes un modello imprenditoriale tra sviluppo del settore giovanile e infrastrutture. Anche qui, come a Liverpool (sponda Everton) e a Roma (burocrazia permettendo), Friedkin progetta uno stadio-gioiello. Quello di oggi, intitolato a Pierre de Coubertin, il fondatore dei moderni Giochi Olimpici, ha oltre 12.000 posti a sedere ed è sufficiente per le esigenze di categoria. In futuro dovrebbe non esserlo più.