Scoppia Calciopoli in Turchia, arrestato il presidente degli arbitri con altre sei persone

Provvedimento cautelare per Gündogdu, numero uno del Comitato centrale federale dei direttori di gara: interferenze nelle designazioni e nell'applicazione del regolamento
Scegli Corriere dello Sport come fonte preferita su Google

2 min

Pubblicato il 29.09.2026, 11:47

Scandalo arbitro in Turchia, dove proprio ieri l'Italia di Roberto Mancini si è imposta 4-1 contro la nazionale di casa in Nations League: il presidente del Comitato centrale degli arbitri della Federazione calcistica turca, Ferhat Gündogdu, è stato arrestato insieme al suo vice e ad altre cinque persone. Il provvedimento, che ha coinvolto complessivamente sette sospettati, è scattato nell'ambito di un'operazione condotta in quattro province del Paese, come riferito dall'agenzia Anadolu. 

Guarda la gallery

 

I dettagli dello scandalo in Turchia

Il ministro della Giustizia Akin Gurlek ha confermato gli arresti attraverso un messaggio pubblicato su X (ex Twitter), spiegando che sono state effettuate perquisizioni nelle abitazioni, nei luoghi di lavoro e negli uffici degli indagati. Il ministro ha sottolineato l'impegno delle autorità per garantire "un calcio pulito". Gurlek cita inoltre "presunte interferenze nelle valutazioni degli arbitri, nelle designazioni per le partite, nei processi di valutazione e indicazione, nonché nelle verifiche dell'applicazione del regolamento". Il ministro inoltre ha puntualizzato: "Conosciamo molto bene la sensibilità dei nostri appassionati di sport riguardo i processi di arbitraggio e le loro aspettative di giustizia. Nessuna posizione, titolo o incarico conferisce privilegi di fronte alla legge. Ringrazio la procura della Repubblica di Istanbul, che conduce questa importante inchiesta con grande meticolosità, e la Direzione Provinciale di Pubblica Sicurezza di Istanbul per il loro impegno nell'operazione. Continueremo con determinazione la lotta per un calcio pulito".