Barcellona, il cecchino Messi salva la panchina di Valverde
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Barcellona, il cecchino Messi salva la panchina di Valverde

Una tripletta dell’argentino, con una rete dal dischetto e due direttamente da calcio di punizione, a cui si unisce un gol di Busquets nel finale, permettono al Barça di superare per 4-1 il Celta e di riagganciare il Real in vetta. Sospiro di sollievo per il Txingurri, che i media catalani davano per spacciato in caso di sconfitta.

BARCELLONA (SPAGNA) - Un calcio di rigore e due punizioni di Leo Messi, seguiti dal sigillo finale di Busquets, regalano al Barça un balsamico successo sul Celta del debuttante Oscar Garcia, che aveva riacciuffato l’illusorio 1-1 con Olaza. Vittoria che pare dare un po’ di respiro a Ernesto Valverde, la cui panchina, almeno secondo quanto riportato da diversi media catalani, sarebbe potuta saltare in caso di sconfitta. Il deludente pari con lo Slavia Praga e lo scivolone con il Levante dello scorso fine settimana paiono più lontani ora che arriva la sosta con i catalani in vetta, seppur appaiati con il Real.

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LE SCELTE - A sentire i media catalani, trema paurosamente la panchina di Ernesto Valverde, che decide di giocarsela con Sergi Roberto nella posizione solitamente ricoperta da Busquets, con Arthur e Frenkie De Jong come interni. Con il convalescente Luis Suarez che parte tra i rincalzi, tocca a Griezmann giostrare da centravanti, supportato da Messi e dal baby Ansu Fati. Il debuttante Oscar Garcia, che negli ultimi giorni ha preso il posto di Fran Escribà, risponde con un gagliardo 4-4-2, con il redivivo Pione Sisto schierato in avanti a fianco dell’intoccabile Iago Aspas. Partenza da panchinaro per il grande ex e vecchio oggetto dei desideri del Napoli, Denis Suarez.

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BOTTA E RISPOSTA - L’atteggiamento spregiudicato dei galiziani, pimpanti e aggressivi, mette in seria difficoltà i campioni di Spagna, che ci mettono quasi un quarto d’ora per confezionare la prima occasione, con Messi che ci prova da lontano senza fortuna. Varcato il 20’, però, lo sciagurato Aidoo devia con un braccio largo un centro del vice Jordi Alba, Junior Firpo. Rigore netto, che Leo trasforma con freddezza. Nel frattempo Nelson Semedo, con un problema al soleo, ha ceduto il posto a Busquets, con Sergi Roberto che torna a fare il terzino destro. I catalani, una volta avanti, concludono poco o nulla, poi, attorno al 40’, il signor Cuadra Fernandez ritiene fallosa un entrata sul pallone di Messi, in un ripiegamento difensivo. L’incredulità dell’argentino aumenta quando si vede sventolare il cartellino giallo sotto il naso. Sulla palla si presenta Olaza, che con un tiro neppure così angolato, sorprende un Ter Stegen stranamente poco reattivo.

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LO SPECIALISTA - Negli ultimissimi scampoli della prima frazione, l’arbitro fischia un fallo per il Barça, nella mattonella più gradita alla Pulce, che chiarisce a tutti che l’esecuzione sarà sua. Palla all’incrocio e i campioni di Spagna sono di nuovo avanti. Scena che si ripete pure a inizio di una ripresa che si apre con la staffetta tra l’innocuo Ansu Fati e Dembelé. Palla di nuovo angolatissima che non lascia scampo a Ruben Blanco e la tripletta, tutta da calcio da fermo di Leo è servita. 34º hat-trick in Liga, come Cristiano Ronaldo, mentre sono 9 i gol nella presente edizione. Ben 52, invece, le reti segnate direttamente da punizione, 46 con la casacca blaugrana e 6 con quella albiceleste dell’Argentina. Nel finale, Busquets fissa il definitivo 4-1. Barça di nuovo in vetta, seppur in coabitazione con il Real.

@andydepauli

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