Real, Zidane rischia: è pronto Raul

In Spagna sicuri: decisive le due partite con il Barcellona (domani) e il Borussia Mönchengladbach (martedì in Germania). In caso di divorzio, il presidente Perez è orientato a puntare sull’ex stella del Bernabeu che ora allena il Castilla

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Stefano Chioffi

E’ Raul il nome scelto da Perez, presidente del Real Madrid, in caso di divorzio con Zidane. La crepa è stata provocata dalla doppia sconfitta dei “blancos” contro il neopromosso Cadice e lo Shakhtar in Champions. Perez ha il sospetto che il rapporto tra la squadra e il tecnico francese, capace di vincere in panchina tre Coppe dei Campioni (impresa riuscita solo a Bob Paisley e Carlo Ancelotti), sia diventato troppo familiare: in pratica, teme che questo clima di amicizia e complicità abbia tolto adrenalina, motivazioni, energie. Decisivi i prossimi due appuntamenti: la sfida bollente di domani al Camp Nou contro il Barcellona e la trasferta di martedì a Mönchengladbach con il Borussia, che ha sfiorato il colpo in casa dell’Inter. Perez ha già pensato alla soluzione in caso di esonero o di dimissioni di Zidane. E’ pronto Raul, come scrivono i giornali spagnoli: 43 anni, altro nome da museo nella storia del Real, ex attaccante, 741 partite e 323 gol con la mitica maglia numero 7. Ora allena il Castilla, la squadra B dei “blancos”. Un uomo del "casato", come lo definisce spesso Perez. Poco importa, nei ragionamenti del presidente, che Raul abbia un’esperienza limitata da allenatore: 29 partite, 11 vittorie, 10 pareggi, 8 sconfitte, 44 gol segnati e 36 subiti. Modulo preferito: 4-2-3-1. Ma soprattutto un ingaggio in linea con i nuovi parametri del Real, che sta pagando gli effetti della pandemia e non ha effettuato acquisti durante l’ultimo mercato. E poi c'è un precedente che rafforza la tentazione di Perez: anche Zidane allenava il Castilla, quando fu ingaggiato il 4 gennaio del 2016 dopo l'esonero di Rafa Benitez.

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