Mourinho: "Non riesco a spiegarmi il ko con il Betis Siviglia". Con l'Inter è in emergenza, centrocampo a pezzi

Giornata di riposo per i blancos, utile per metabolizzare la prima sconfitta stagionale. Il tecnico punta a ritrovare in tempi brevissimi la serenità smarrita e a recuperare la miglior versione di Mbappé, protagonista di diversi errori non da lui. Martedì c’è già l’Inter, con un centrocampo tutto da inventare.
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Andrea De Pauli

Pubblicato il 05.09.2026, 11:28 (Aggiornato il 05.09.2026, 12:38)

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MADRID (SPAGNA). «Credo che la squadra abbia disputato una grade partita. A volte si perde e non sai come spiegartelo!». José Mourinho non riesce proprio a comprendere come sia maturata la prima sconfitta della sua nuova avventura alla guida col Real Madrid, seguita alle prime tre vittorie di fila contro Espanyol, Real Sociedad e Malaga. Resa contro il Betis Siviglia del grande ex Manuel Pellegrini che, tra l’altro, è arrivata alla Cartuja, lo stadio che nella primavera del 2003 aveva fatto da scenario al primo trionfo europeo dello Special One, che lì conquistò la sua prima Coppa Uefa col Porto. E, a giudicare dai tre legni colti dai blancos, nel corso della gara, con Vinicius, Huijsen e Mbappé, e dal rigore clamorosamente fallito, in pieno recupero, dallo stesso ex Psg, ci sono buoni motivi per intendere l’incredulità del Profeta di Setubal di fronte al primo stop, arrivato a seguito della rete del subentrato Troy Parrott, un ragazzo che tra l’altro lo stesso Mou aveva lanciato ai tempi del Tottenham. «Complimenti al Betis, che ha giocato per il pareggio e che alla fine ha fatto il colpo grosso!», l’amara constatazione del tecnico portoghese.

A nervi tesi

Al di là delle rocambolesche circostanze che hanno portato al risultato finale, il Real, a Siviglia, a tratti è apparso piuttosto nervoso, forse anche a causa del metro di giudizio non proprio coerente del direttore di gara, Hernandez Hernandez, come evidenziato dallo stesso Mou. «Non capisco come il Betis sia arrivato alla fine del primo tempo senza ammonizioni e il povero Arda Guler, per un falletto, si sia preso un cartellino giallo», ha sottolineato l’ex allenatore di Inter e Roma. «I nostri avversari sono molto astuti, mentre i miei giocatori sono un po’ ingenui, dopo ogni fallo si rialzavano subito. A un certo punto c’era uno di loro che sembrava morto davanti alla mia panchina. Pensavo venisse l’ambulanza, ma alla fine niente ambulanza. Lo dico in questo senso». Detto questo, però, i giocatori del Real, in diversi momenti della gara, hanno dato mostra di scarsa serenità. Al termine della prima frazione, Huijsen e Arda Guler, a cui nella ripresa è stato risparmiato il secondo cartellino giallo per un’entrata su Marc Roca, non se le sono mandate a dire, in  diretta tv. E, poi, lo stesso Mbappé, rigore a parte, è parso poco lucido sotto rete, divorandosi una doppia nitida occasione, nel primo tempo, e sbagliando un controllo sotto rete, nella ripresa, che normalmente non sbaglia.