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E adesso non sprechiamo l’impresa: il calcio femminile chiede il definitivo salto di qualità

Girelli e compagne hanno sfiorato la finale degli Europei. Ora è d’obbligo continuare a investire sul movimento
Roale
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4 min

Pubblicato il 23.07.2025, 14:29

Un minuto, sessanta secondi, un maledetto giro di lancette. È quanto è mancato all’Italia per firmare una clamorosa impresa agli Europei di calcio femminile. Per ben due volte: prima nel recupero dei tempi regolamentari, con la beffa firmata da Agyemang al 96’. Poi l’Italia si ricompone, soffre ai supplementari ma resiste e vede a un passo l’ancora di salvezza dei calci di rigore; ed è effettivamente un tiro dal dischetto a risolvere la partita, ma a favore delle inglesi con Kelly al 119’. Nel mezzo, la clamorosa occasione sprecata da Severini all’86’ e una ripartenza gettata alle ortiche da Oliviero. Il rammarico è tanto, ma la delusione non toglie nulla all’impresa di Girelli e compagne, che hanno riportato la Nazionale femminile in semifinale europea a 28 anni dall’ultima volta.

Italia femminile, il potere del gruppo

Una cavalcata che lascia in eredità tante cose positive. Il mix tra veterane e “nuove leve” scelto dal ct Soncin si è rivelato la giusta scelta tra esperienza ed entusiasmo. E tanta qualità. Dal totem difensivo Linari, ben affiancata da Salvai, alle geometrie di Giugliano, ieri sera capace di reinventarsi anche nella veste di recupera palloni; dalle incursioni di Caruso alle instancabili Bonansea e Cantore; fino alla bomber e capitana Girelli, ieri fermata da un infortunio muscolare. E proprio Girelli, già dopo i quarti di finale vinti contro la Norvegia, aveva detto parole importanti, ovvero che si ritirerà “nel momento più bello, quando il calcio femminile svolterà definitivamente in Italia”.

Cosa manca per il definitivo salto di qualità

In effetti, la sensazione che si percepisce e che viene richiamata dalle calciatrici è che manchi poco per la definitiva esplosione del movimento del calcio femminile in Italia. La crescita c’è stata, dato che l’ultimo report parla di oltre 45mila tesserate (nel 2008 erano meno di 19mila) con un’accelerata importante nel quadriennio 2019-2023. L’obiettivo fissato dalla Figc per il 2025 è quello di sfondare quota 50mila tesserate. D’altronde lo ha ricordato anche Sara Gama dai microfoni Rai dopo la sconfitta di ieri: serve continuare a investire per allargare la base e cercare di colmare, passo dopo passo, il gap con le superpotenze europee. Insomma, questo non è il momento di accontentarsi e di crogiolarsi con questo exploit; anzi, è adesso che occorre investire con ancora più convinzione.

Prossima tappa: Brasile 2027

D’altronde, il calcio femminile italiano ha vissuto il momento chiave nel 2022 con il passaggio al professionismo della massima serie. Una transizione che, a livello di Nazionale, è stata guidata da Milena Bertolini tramite anche lo splendido Mondiale 2019, chiuso ai quarti. Due anni fa la sua eredità è stata presa in custodia da Andrea Soncin, un uomo che si è calato perfettamente nella dimensione femminile. E il prossimo banco di prova sarà un altro Mondiale, quello in Brasile nel 2027. Altri due anni per tracciare un ulteriore bilancio di un settore in forte crescita e da continuare a sostenere al massimo.

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