Martina Piemonte esclusiva: "Dopo la Lazio volevo solo la Roma. E se segnassi al derby..."
Dalla Lazio alla Roma in piena estate. Un cambio di maglia che ha fatto rumore perché si è consumato dentro i confini della città. Martina Piemonte è tornata in giallorosso da parametro zero, ma aveva già giocato con la Roma da giovanissima, nella stagione della fondazione della squadra femminile. Aveva un’altra età, un’altra testa, un’altra prospettiva di vita. Adesso, a distanza di 8 anni e con una diversa maturità fisica e mentale, ha il compito di prendere il posto di Viens, di provare a difendere lo scudetto e di continuare a segnare come ha fatto nelle ultime due stagioni dalle parti del Fersini (29 reti in 51 presenze). Sulla carta è una bomber da doppia cifra, un animale d’area, forte di testa e abile anche a far girare la squadra. Domenica, a meno di mosse a sorpresa, Piemonte scenderà in campo dal primo minuto al fianco di Pilgrim contro il Sassuolo al Tre Fontane (ore 18, biglietti a 5 euro), nella seconda giornata della fase a gironi della Serie A Women’s Cup.
Piemonte, quali sensazioni personali sta vivendo prima di tornare in campo al Tre Fontane?
«L’ambiente e i tifosi sono incredibili, lo dicevo anche quando era dall'altra parte. La Roma è qualcosa di unico, ritornare qui dopo 8 anni è un’emozione incredibile. Se penso alla prima partita in casa mi vengono i brividi. Già a Narni ho sentito un coro per me e sono rimasta davvero impressionata».
Come sta andando il feeling con Pilgrim?
«Con Alaya mi trovo veramente molto bene, così come con Corelli e le altre. Stiamo affinando di più l’intesa, sicuramente in questo mese è andata molto bene».
Come è nata la possibilità di lasciare la Lazio e passare alla Roma?
«Avevo offerte all’estero e no, ma l’unica squadra in cui volevo andare in Italia era la Roma. L’ho detto fin dal principio anche al mio procuratore. Volevo solo e soltanto la Roma».
Avere in squadra Oliviero, anche lei ex Lazio, è stato un motivo in più per scegliere di rientrare?
«Sì, ma anche con Bergamaschi ci conosciamo da una vita, al Milan mi ha fatto fare tanti gol, così come Giugliano e Greggi. Sicuramente l’intesa consolidata negli ultimi due anni con Betta è un plus adesso che siamo qui insieme».
C’è stata una vera girandola di attaccanti in Serie A: l’Inter ha preso Rapinho, la Juventus Redondo, la Lazio Camacho, il Como si presenta con Gicinati e Wullaert. Chi vince il titolo di capocannoniera?
«Penso che sarà una bella lotta, è tutto aperto. Il livello si sta alzando. Un tempo lo vinceva sempre Girelli...».
Si è data un obiettivo stagionale di gol, magari la doppia cifra?
«Io penso solo a fare il mio lavoro che è segnare e tenere palla. Non dico mai i numeri».
Però se segna nel derby alla Lazio, esulta?
«Quello si vedrà in campo, sono una persona istintiva. Deciderò sul momento...».
La Roma è campione in carica e ha vinto la Coppa Italia. L’obiettivo è ripetersi?
«Siamo una grandissima squadra, gli obiettivi sono alti, ma dobbiamo dimostrarlo in campo».
C’è qualcosa che la Martina di oggi direbbe a quella di otto anni fa e viceversa?
«In realtà tante cose. Sto ancora lavorando su me stessa, penso che si possa sempre migliorare. A livello di carattere sono cambiata molto: volevo arrivare, fare, andare a mille, magari questa energia mi ha portato anche dei problemi. Ho una maturità che prima non avevo, sono più serena in campo, anche se c’è sempre qualcosa da fare».
La Champions League quanto le manca?
«Giocare in Europa per qualsiasi giocatrice è bellissimo. Farlo con la maglia della Roma mi dà una grandissima carica».
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