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Agnelli, orgoglio Juve: «Grande stagione, siamo fra i top club»

© LaPresse/Spada

Il presidente bianconero parla della stagione straordinaria della Juve dalla sala stampa dello Stadium: «Da quando sono qui abbiamo raddoppiato il fatturato»

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lunedì 8 giugno 2015 09:30

TORINO - Il presidente della Juventus Andrea Agnelli parla in conferenza stampa dallo Juventus Stadium per commentare la straordinaria stagione della squadra di Allegri che si è appena conclusa. «Chiuso un anno che ci rende estremamente orgogliosi. Usciamo con delle sensazioni miste dalla sfida di Berlino. Noi volevamo vincere la Champions, come ogni partita che giochiamo. Quando penso alla storia europea della Juve, credo che la dimensione sia tornata ad essere quela che tutti noi auspichiamo. Oggi noi abbiamo il maggior numero di finali perse ma intanto in finale ci siamo arrivati otto volte. Quella di Berlino non è stata una partita che ci ha lasciato troppo amaro in bocca perchè la prestazione della squadra è stata un ottimo punto di partenza. La svolta è stata la semifinale con il Real Madrid e il ritorno a Dortmund. In finale abbiamo ripreso una partita nella quale siamo andati sotto con il Barça dopo pochi minuti. Una botta che avrebbe ucciso chiunque, non noi. Non è che questo vuol dire che la finale di Milano del prossimo anno la giocheremo di sicuro noi ma adesso siamo convinti e maturi. Noi adesso siamo fra i top team in Europa. La Champions è difficile e i sorteggi sono fondamentali per capire il percorso che si potrà fare in questo torneo. Questa è stata una stagion straordinaria. Siamo partiti il 16 luglio da questa stanza presentando il nostro allenatore Allegri. In quei due o tre giorni molto concitati i nostri dirigenti hanno dimostrato calma e personalità incredibili. Allegri è arrivato in punta di piedi e si è insediato in maniera impeccabile con il suo staff. Ha dialogato con tutti ed è entrato subito in sintonia con una squadra che era già forte», ha detto Agnelli. 

«Abbiamo raddoppiato il fatturato da quando sono io alla presidenza visto che quest'anno avremo un fatturato di 315 milioni. Grazie a questo tesoro possiamo competere con i top club europei. Per riuscire a raggiungere un traguardo come questo serve grande sintonia e spirito di squadra fra società, allenatore e team che scende in campo. Siamo tutti utili e nessuno indispensabile. Abbiamo ristrutturato tutto in società inserendo dirigenti validi e persone incredibili», ha proseguito il presidente Agnelli. «Una stagione deve essere considerata di successo se si è ancora competitivi in primavera su tutti i fronti. Non si può stabilire se una stagione sia positiva o negativa dal numero di coppe alzate. I risultati di quest'anno sono figli dei progressi fatti anno dopo anno nelle stagioni scorse. Tra l'altro siamo migliorati anche nel ranking e abbiamo fatto migliorare altre squadre italiane. Devo garantire la continuità della crescita della Juve. Sicurezza negli stadi? Le telecamere per monitorare i violenti all'interno degli impianti costa poco più di una telecamera usata per la gola-line technology. Cerchiamo di stabilire le nostre priorità»

«Calciomercato? Ne parlerà Marotta, persona verso la quale io ripongo la massima fiducia», ha proseguito Agnelli. «Gli arabi? Per il momento siamo concentrati sulla distribuzione del marchio in Europa, in Cina e in Nordamerica. Se è possibile di un ingresso in società di un altro investitore? Non c'è e non lo stiamo cercando. Siamo al quinto, sesto posto di disponibilità economica fra le squadre europee, adesso non abbiamo bisogno di altra liquidità.Se questo è la fine di un ciclo e l'inizio di una nuova era Juve? Noi giochiamo ogni partita con l'obiettivo di vincerla. In quella finale potevamo battere i migliori al mondo. Quando penso a Morata, a Dybala, a Pereyra io penso a giocatori giovani che stanno maturando. Alvaro soprattutto è stato determinante con i suoi gol nella nostra corsa in Champions. Lui è il presente della Juve, il futuro di questa squadra è nelle mani di Marotta», ha detto Agnelli

«A me piacerebbe vedere un vero progetto sportivo da parte della Federazione e nuovi impianti in Italia. Solo così colmeremo il gap con le altre big d'Europa. La domanda è quanto la Lega di A vuole veramente investire? C'è un'assenza totale di una visione a medio-lungo termine. Tavecchio non ha babacchetta magica per cambiare il calcio dall'oggi al domani e lui da solo non basta: serve una visione d'insieme e poi la disciplina di portarla avanti», ha dichiarato Agnelli. «Se sono più deluso o orgoglioso dopo Berlino? Dal punto di vista del tifoso la sensazione è mista: delusione e orgoglio. Noi volevamo vincere: abbiamo subito, abbiamo pareggiato, abbiamo giocato venti minuti di calcio esaltante, potevamo vincere, abbiamo perso. Non sono felice, ma sono orgoglioso. Se resterò presidente? Sono molto felice dove sono poi da qui a trent'anni nessuno può dire cosa succederà. Al momento sono motivato per continuare quello che sto facendo, abbiamo tante sfide da affrontare. Se metteremo sulla maglia la stella d'argento per la decima Coppa Italia? No, non lo faremo».

 

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