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Inler, dall'Inghilterra una corte spietata

Inler, dall'Inghilterra una corte spietata
© LaPresse/Spada

Incontro a Londra tra il manager del centrocampista del Napoli e il Leicester, ma a sorpresa spunta il West Ham

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martedì 4 agosto 2015 10:09

NAPOLI - L'uomo Premier del mercato del Napoli, fronte cessioni: Gokhan Inler. E sono tre: in principio fu il Watford, ora il Leicester e il West Ham. Che derby: in tanti lo vogliono, da quelle parti, ma lui, il capitano della Nazionale svizzera, accetterà soltanto la proposta dotata di maggiori garanzie tecniche. Già, la questione verte prettamente su questo aspetto: il centrocampista azzurro, 31 anni compiuti a giugno e il contratto in scadenza 2016, è al centro di un intrigo inglese, ha collezionato proposte in Turchia e ha finestre aperte anche in Germania - tipo lo Schalke 04 -, ma alla fine la scelta ricadrà sul club che dal suo punto di vista gli permetterà di navigare ancora ad alti livelli. Ieri, nel frattempo, il suo manager Dino Lamberti è volato a Londra per ascoltare entrambe le proposte british: il tempo delle scelte, e dell'addio, è vicino. [...]

L'INCONTRO - Prima ancora del Leicester e degli Hammers, rinvigoriti sul mercato dall'iniezione di sterline piovute sulla Premier in virtù del maxi accordo televisivo valutato fior di miliardi, al centrocampista del Napoli s'erano interessati il Watford, il Galatasaray, il Besiktas e l'Amburgo: tutte ipotesi gradualmente cadute o scartate. Il rifiuto primordiale, però, è quello recapitato con grande garbo al club inglese dei Pozzo, cui Inler era stato ceduto nell'ambito dell'operazione che ha portato all'acquisto di Allan; poi è stata la volta della tedesca e delle due turche, sempre sugli scudi della cronaca a ogni sessione di mercato ma sistematicamente defilate sullo sprint finale. Per quel che riguarda il Leicester, anche in questo caso c'è un accordo tra società, sulla base di 5 milioni e mezzo di euro, e ieri il manager del giocatore, Dino Lamberti, ha affrontato la questione direttamente a Londra: thank you very much e a risentirci. 

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