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Monchi saluta il Siviglia: «C'è la Roma ma non solo. Devo pensare»

Monchi saluta il Siviglia: «C'è la Roma ma non solo. Devo pensare»
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Ultima conferenza per il direttore sportivo, pronto a sbarcare a Trigoria. E il presidente Castro lo libera: «Nessuna clausola»

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venerdì 31 marzo 2017 12:12

SIVIGLIA - L'ultima conferenza stampa di Ramón Rodríguez Verdejo - alias 'Monchi' - da direttore sportivo del Siviglia è andata in scena all'ora di pranzo, posticipata su richiesta della squadra che ha voluto essere presente dopo l'allenamento insieme ai collaboratori del dirigente e al presidente del club José Castro.

Un legame durato quasi 30 anni, alcuni spesi come portiere e altri da direttore sportivo capace di lasciare al club andaluso diversi trofei (tra questi le ultime tre Europa League, ma in totale sono cinque) nonostante i 300milioni di plusvalenze. Salutata quella che per lui ormai era quasi una famiglia, 'Monchi' sarà finalmente pronto per sbarcare alla Roma, unico club nominato oggi davanti ai giornalisti presenti anche se non c'è stato l'annuncio di un suo approdo in giallorosso.

VOGLIA DI CAMBIARE - Ecco le parole di Monchi: «Mi piacerebbe salutare i tifosi e la partita contro il Deportivo può essere una buona occasione. Se me ne vado è per motivi personali, non professionali. Dopo quasi 30 anni anni qui inizio a sentire la pressione. Già in passato volevo partire e non bisogna andare a cercare chi sa quali retroscena. A volte è difficile da capire, ma si tratta solo di una necessità di cambiamento anche se il club ha fatto grandi sforzi proponendomi un'offerta che non troverò da alcuna altra parte. Ma ho bisogno di cambiare aria.

Colpa dell'eliminazione in Champions contro il Leicester? No, era già dallo scorso anno che volevo andare. Non è comunque un addio, spero che tutto vada bene ma se mi chiameranno perché c'è bisogno di me io ci sarò, anche solo per segnare le linee del campo. Non ho firmato con nessuno né ho stretto accordi. La verità è che la Roma è lì e mi ci sono incontrato lunedì a Londra, ma ci sono anche altri club. Devo studiare bene cosa fare, anche se ho 48 anni e voglio ancora lavorare. Ho proposte interssanti da valutare ma se non troverò niente verrò a vedere il Siviglia come tifoso».

DISCORSO ALLA SQUADRA - Monchi rivela poi come ha comunicato la sua decisione ai calciatori: «Intanto ringrazio tutti per quello che mi hanno dato: sia per gli elogi che per le critiche, che comunque servono, ma ogni cosa che ho detto o fatto è stata detta o fatta pensando al Siviglia, credetemi.

Il modo in cui è trapelata la notizia può danneggiare il club? Quando non si vuole una cosa non è mai il momento. Qui ci sono i quattro capitani, anche loro hanno provato a convincermi a restare ma poi hanno capito. Mi rispettano, tutti mi conoscono e c'è un rapporto di amicizia. Questa mattina sono stato nello spogliatoio e ho raccontato a tutti la verità, chiedendo loro di aiutarmi vincendo le ultime dieci partite».

LEGAME FORTE - Monchi saluta poi il suo staff e il popolo del Siviglia; «Comunque non è che sparirò in queste settimane, continuerò a venire al campo e a pianificare la prossima stagione, ma siamo già a buon punto. Ci sono tanti professionisti bravi e in grado di prendere il mio posto, state certi: ci saranno altri trofei per il Siviglia. Il club sarà pronto per andare avanti, sarò io quello che ci perderà di più, sicuramente. Sarà difficile trovare un gruppo di lavoro come quello che ho avuto qui.

Nessuna persona ottiene il successo da solo e i miei collaboratori sono l'eredità più importante che lascio, persino più dei trofei. Nessun collaboratore mi seguirà, voglio che loro continuino a lavorare qui. Io traditore? Il popolo del Siviglia mi sta dimostrando solo affetto e comunque rispetto qualsiasi cosa vogliano pensare i tifosi. Anche chi mi critica lo fa con un cuore che batte per il Siviglia, proprio come il mio. Per me è un giorno triste e il pensiero di dover lasciare il mio ufficio e svuotare la mia scrivania fa male, però devo farlo». Dopo aver ringraziato tutti, ma davvero tutti, dai vari presidenti e dirigenti avuti in questi anni fino ai calciatori e i tecnici, la chiusura è suggestiva e suggellata dall'ovazione dei presenti: «Si chiude qui la mia tappa da direttore sportivo del Siviglia, ma inizia quella da socio numero 8554 del club».

IL PRESIDENTE LO LIBERA - Nella conferenza ha parlato però anche il presidente Castro: «Abbiamo fatto di tutto per trattenerlo ma il Siviglia è stato e sarà sempre la casa di Monchi, che non dovrà pagare la clausola rescissoria perché ha generato molti profitti per il club e non sarebbe giusto. E non la dovrà pagare nemmeno il club che lo ingaggerà. Il sostituto? Vedremo con il tempo, ma le nostre strutture sono abbastanza forti. La sua partenza un insuccesso del club? Lo stesso Monchi vi ha parlato dell'offerta fuori mercato che gli abbiamo fatto. Qualcuno si è già proposto come possibbile successore, studieremo la situazione. Sampaoli? Oggi è il giorno di Monchi, del tecnico si parlerà in un altro momento»

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