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Ibrahimovic: «Io leone in mezzo a dei micetti, non voglio perdere tempo»

Ibrahimovic: «Io leone in mezzo a dei micetti, non voglio perdere tempo»
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L'attaccante svedese dopo il pari contro l'Everton: «Quando sei parte di una squadra vuoi sempre fare qualcosa di utile, al momento non ci sono riuscito, sento molta responsabilità e pressione su di me»

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mercoledì 5 aprile 2017 10:51

ROMA - Zlatan Ibrahimovic non usa mezzi termini dopo il pareggio contro l'Everton da lui realizzato: «Quando sei parte di una squadra vuoi sempre fare qualcosa di utile - dice lo svedese a BT Sports -, al momento non ci sono riuscito, sento molta responsabilità e pressione su di me. Non sono riuscito a vincere la partita, solo io. Sono un leone in mezzo a dei micetti».

IL FUTURO - L'attaccante svedese parla del suo futuro, con i Los Angeles Galaxy pronti a fare un'offerta: «Ho 35 anni, un sacco di cose devono essere risolte. Non è come quando ne avevo 20 e davanti avevo altri 5-10 anni, probabilmente ho davanti uno, due o tre anni. Tutto dipende da quello che si vuole e da quello che il club vuole, dalla visione del club. Ho detto - tuona lo svedese - fin dal primo giorno che non sono venuto qui per perdere tempo, sono venuto qui per vincere. Se avessi qualcosa da dire lo avrei già detto, non c'è nulla da dire. Stiamo parlando, non ci sono novità. Vediamo cosa accadrà, non c'è ancora nulla di fatto. Non dipende da come andrà in campionato o in Europa League - dice Ibra -. Sono venuto qui anche senza Champions e con la squadra per quella che era, una squadra che non era favorita per vincere il titolo. Ma sono venuto ugualmente, per dare una mano, per fare quello di cui sono capace e rendere le cose migliori, portare la squadra e il club più in alto. Ripeto, vediamo cosa succede».

LA FRECCIATA - «La classifica non mente, siamo dove meritiamo di stare. Non ricordo neanche l'ultima volta in cui sono arrivato secondo. Ero al Milan: era la prima posizione degli ultimi, non mi piace. E' stato un fallimento, qualunque cosa dopo il primo posto è un fallimento. Abbiamo altri trofei da giocare, stiamo facendo il meglio che possiamo e vogliamo fare di più».

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