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Milinkovic-Savic, muro Lazio: «Basta voci»

Milinkovic-Savic, muro Lazio: «Basta voci»
© @ Marco Rosi / Fotonotizia

Diesse e 007 di United, City, Barça e Juve spesso presenti alle partite del gigante serbo. Il club tiene lontano il campione dal mercato: non vuole distrazioni

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di Daniele Rindone

martedì 19 dicembre 2017 09:15

ROMA - Catenaccio su Milinkovic, di tutta la Lazio. Gli osservatori e i diesse si accalcano negli stadi d’Italia e d’Europa, fanno a gara per vedere Sergej e per farsi vedere, per ammirarlo e ammaliarlo, l’ultimo è stato Paratici della Juve, presente a Bergamo. La Lazio s’è stancata delle pressioni e ha fatto la voce grossa. Il diesse Tare, a fine partita, ha sbottato: «Non si può sempre parlare di mercato... A Milinkovic chiedete della partita, non di altro», si riferiva a domande di mercato rivolte al giocatore e legate ai blitz delle squadre di Manchester (risalgono a Samp-Lazio e Lazio-Toro). Prima del match con l’Atalanta era intervenuto il club manager Peruzzi: «Milinkovic? Sergej sta benissimo qui e ci vuole rimanere a lungo. Che ci siano osservatori è normale perché è appetibile, ma per il momento resta alla Lazio».

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LA STRATEGIA - Catenaccio su Milinkovic. La società non vuole che si consideri già venduto e che ogni settimana sia associato ad un top club diverso. Di mercato, eventualmente, in caso di offerte ufficiali, se ne parlerà in estate. La Lazio fa muro sul suo fenomeno, lo vuole tenere al riparo dai gossip mercatizi, dalle voci che potrebbero destabilizzare l’ambiente e condizionare il suo rendimento. La Lazio lo vuole sempre al top, concentratissimo. Milinkovic è ripartito alla grande: prima del match con la Samp, durante i confronti svolti nei giorni dell’ultima pausa, era stato catechizzato da tecnici e compagni, gli si è chiesto di più. La scossa è servita.



I FATTI - La vicenda Milinkovic è chiara: ha un contratto sino al 2022, guadagna 1,5 milioni più bonus (gonfiano lo stipendio sino a 2 milioni), ha scelto di restare alla Lazio il più possibile. La stagione attuale deve servire per consacrarlo, sarebbe stato facile andar via in estate. Sergej ha 22 anni, la Lazio lo ha scoperto e lanciato, lo sta valorizzando, ne ha fatto un punto di riferimento, gli ha dato campo libero per esplodere e diventare un grandissimo. Il diesse Tare, Milinkovic e il manager Kezman hanno condiviso ogni scelta. Sergej è rimasto a Roma per non bruciarsi subito altrove e per accrescere il suo valore, spiccherà il volo quando tutti lo riterranno opportuno. Che resti a vita alla Lazio è difficile crederlo, già dal prossimo mercato estivo è ipotizzabile la fila a Formello. Ma non è mai detta l’ultima parola e la Champions aiuterebbe il club: potrebbe provare a tenerlo ancora un anno. In questi casi pesa la volontà del giocatore. Il diesse Tare di recente è stato chiaro, i meccanismi di mercato si conoscono: «La Lazio non ha bisogno di vendere, ma se arrivano super offerte, e il giocatore vuole andare via, il club può fare poco».

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