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«Psg, Conte o Allegri per il dopo Emery»

«Psg, Conte o Allegri per il dopo Emery»
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Per il tecnico basco destino segnato dall'ennesima eliminazione in Champions. Anche Pochettino e Luis Enrique nella lista del club

 

mercoledì 7 marzo 2018 13:14

ROMA - Il tecnico del Psg Unai Emery sarebbe sul piede di partenza dopo l'eliminazione negli ottavi di Champions League per mano del Real Madrid di Cristiano Ronaldo. E' quanto scrive oggi 'L'Equipe' secondo cui già dal sorteggio a inizio dicembre Emery sapeva che parte del suo futuro a Parigi si sarebbe deciso in occasione della sfida europea con le merengues. A meno di un improbabile cambio di programma, il tecnico basco (46 anni) - secondo il quotidiano sportivo francese - alla scadenza del contratto a giugno, non sarà più l'allenatore del Psg. E in vista del cambio di panchina a Parigi sono cominciate le 'consultazioni' della dirigenza del Psg per il futuro allenatore della formazione parigina. Tra i nomi in pole per la successione sotto la Tour Eiffel ci sarebbe - secondo Le Parisien - il tecnico italiano Antonio Conte, ma non si escludono le strade che portano all'allenatore della Juve Massimo Allegri o al tecnico del Tottenham Pochettino, stasera l'uno contro l'altro nel ritorno degli ottavi di Champions a Londra.

LUIS ENRIQUE PER NEYMAR? - Per far felice Neymar ci sarebbero delle chance per occupare la panchina del Psg il prossimo anno anche per l'ex allenatore del Barcellona, Luis Enrique. Un match quello perso ieri sera 2-1 contro il Real Madrid al quale non ha potuto partecipare la stella del Psg Neymar a causa del suo infortunio: "Sono triste per la sconfitta - ha detto l'asso brasiliano sul suo profilo twitter - ancor più triste per non aver potuto aiutare i miei compagni. Quello che mi rende orgoglioso è aver visto l'impegno di tutti".

DRAXLER, FURIA SU EMERY - Più duro del compagno di squadra nei confronti del suo attuale tecnico è stato Julian Draxler: la mezzapunta tedesca ha rilasciato infatti dichiarazioni di fuoco alla ZDF nelle quali accusa apertamente sia la politica del club che quella del suo allenatore: «Dopo 400 milioni di euro spesi in estate tutti dicevano che le cose sarebbero cambiate e invece siamo stati di nuovo eliminati agli ottavi di Champions. Il mio cambio? Non ho capito perché sono entrato al posto di Di Maria (a un quarto d'ora dalla fine, ndr), dovevamo attaccare, il pari non bastava. Sono rimasto sorpreso e un po' arrabbiato. Il Real giocava tranquillo, senza nervosismo, noi facevamo solo girare la palla. Non basta per vincere, se vuoi rimontare un 1-3 devi pressare, non serve passarsi il pallone sperando che qualcosa ti cada dal cielo. Abbiamo meritato l'eliminazione».

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