Milan, cercasi acquirenti per Donnarumma: Chelsea in prima fila

Cinque buoni motivi per i quali il baby d’oro avrebbe dovuto lasciare Milano l’estate scorsa

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Alberto Polverosi

ROMA - Fu una brutta storia quella di Donnarumma, la storia del primo rifiuto al prolungamento del contratto col Milan e dell’accordo successivo. Brutta perché un ragazzino dal futuro luminoso si mise nelle mani del più scaltro procuratore di calcio, venne manovrato e alla fine si ritrovò solo contro i tifosi che fino a qualche giorno prima lo avevano osannato. [...] Sbagliò a non firmare prima, sbagliò a firmare dopo. Quanto accadde l’estate scorsa ha avuto una serie di effetti negativi.

Milan, colpo Halilovic
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Milan, colpo Halilovic

 

1) Cinquanta milioni in meno in cassa. Oggi il Milan è sotto di 120 milioni, con i 50 che avrebbe incassato dalla cessione del portiere si sarebbe presentato al tribunale dell’Uefa con una situazione meno grave e forse se la sarebbe cavata.

2) Il rendimento del portiere. Può darsi che non ci sia un legame diretto, ma di sicuro la stagione del giovane Donnarumma non è stata paragonabile all’anno precedente e il rendimento è calato. Attenzione, stiamo parlando di un portiere vero, di un grande portiere che la pressione di un ingaggio mostruoso (mezzo milione di euro al mese) non ha di sicuro aiutato. Ogni volta doveva giocare non solo contro gli attaccanti avversari, ma anche contro il suo stipendio. E il risultato si è visto.

 

3) I riflessi sulla Nazionale. Per tutti era lui il nuovo Buffon, il portiere che avrebbe preso il posto del capitano. Lo era fino a 12 mesi fa, ora non più. I paragoni con Buffon, che prima lo confortavano, sono diventati pesanti, quasi sgradevoli, quando è esploso il caso. Non erano più confronti tecnici (dove comunque il più giovane era sempre distante dal più vecchio), ma sulla personalità, sul carattere, sulla forza interiore. Da una parte la concretezza di Buffon dall’altra la superficialità di Donnarumma. Così, nell’ultima stagione, l’eredità azzurra del capitano non è sembrata tanto scontata. Ora Sirigu, Perin e Meret hanno le stesse possibilità del milanista di occupare la porta della Nazionale.

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4) Richieste in calo. Un’estate fa, poteva scegliere la sua destinazione. Mezza Europa, quella dei top club, lo corteggiava. Quest’anno, visto il rendimento nell’ultimo campionato, l’appeal è calato. Ora si può aprire la porta del Chelsea, che ha ricevuto il no della Roma per Alisson, ma gli stessi 60 milioni stanziati da Abramovic possono bastare per Gigio. L’arrivo di Sarri agevola l’operazione, che sbloccherebbe anche l’insofferente Courtois destinato ad altri lidi.

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