Castagne, idea Lazio per la fascia destra
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Castagne, idea Lazio per la fascia destra

Inzaghi ha bisogno subito di un esterno, il club al lavoro per soddisfarlo. Il belga, già inseguito da Tare quando era a Genk, ora vuole lasciare l’Atalanta

ROMA - Nuova idea per la fascia destra della Lazio. Riecco Timothy Castagne, ex Genk, esterno dell’Atalanta. Il ds Tare lo aveva seguito e trattato nell’estate 2017 prima di tuffarsi su Marusic. Segue e scopre talenti nel campionato belga, la stessa miniera da cui ha estratto il talento di Milinkovic e dove ha scoperto Lukaku. Gli piaceva, era nel ventaglio delle possibili soluzioni. Classe ‘95, prese la strada di Bergamo, portato da Giovanni Sartori. Gasperini, per restituirgli considerazione e fiducia, lo ha rilanciato e gli ha dato un posto da titolare nelle partite con Juventus e Sassuolo, piazzandolo sulla fascia sinistra per dare il cambio a Gosens. Castagne a destra è chiuso da Hateboer, ha totalizzato 10 presenze in campionato e altre 4 nei preliminari di Europa League nei primi cinque mesi della stagione. Ha giocato poco. L’eliminazione precoce, senza entrare alla fase a gironi, s’è rivelata un boomerang e ha ristretto gli spazi. Da gennaio in poi diventerà più complicato gestirlo e il suo contratto si sta avvicinando alla scadenza: 30 giugno 2020, di fatto manca un anno e mezzo, pochissimo nelle dinamiche del mercato. Ecco perché il suo agente, Ulisse Savini, si sta muovendo per cercare di sondare possibili nuove sistemazioni.

COSTI - La Lazio per adesso ha raccolto soltanto informazioni, non ci sono stati contatti con l’Atalanta. Castagne può rappresentare un’occasione. Ha appena compiuto 23 anni e già vanta una discreta esperienza in Europa, due presenze nella nazionale maggiore del Belgio lasciano intravedere buone prospettive di carriera. Percassi lo ha pagato 6 milioni di euro e difficilmente svende i suoi giocatori, semmai prova a guadagnarci, ma in due stagioni in Serie A la valutazione di Castagne non è cresciuta. Vedremo. Questo è uno dei nomi da tenere in considerazione e da seguire sino alla fine perché si può sbloccare quando mancheranno poche ore al gong del 31 gennaio. Lotito è scettico, per adesso da Formello filtra una chiusura a oltranza, si negano operazioni in entrata, eppure si sta provando a cedere più di una pedina e allora forse gli scenari cambieranno. Il presidente della Lazio peraltro è stato uno di quelli a spingere di più verso la chiusura ritardata al 31 gennaio del mercato invernale. Una questione di principio per allinearsi ai campionati top in Europa, ma forse anche il desiderio di migliorare l’organico della Lazio, non certo favorendo solo le concorrenti alla Champions.

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