Sarri e la Juve a fuoco lento
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Sarri e la Juve a fuoco lento

Sa di essere in pole, ma ora pensa solo all’Europa League e a una finale da vincere

L'unica cosa sicura è questa: fino al 30 o al 31 maggio sarà lunga, lunghissima, la strada che porta al nuovo allenatore della Juve. Semplicemente perché ci saranno fughe di notizie (non sempre affi dabili), interpretazioni personali, presunti incontri mai verifi cati o mai avvenuti, eventuali e varie. Sarri mantiene la pole, altre scorciatoie (Guardiola, Klopp) sono sbarrate, c’è chi si è tirato fuori (Deschamps) ammesso che fosse ai primi posti della lista, c’è chi (Mourinho) mai è stato sondato (al massimo proposto), lunedì era a Setubal per motivi personali. La vicenda Pochettino merita un approfondimento, quella legata a Inzaghi vivrà (presto) il momento della verità, ci riferiamo all’incontro con Lotito che gli proporrà il rinnovo. E questo summit sarà un passaggio fondamentale per il futuro di Simone sulla panchina della Lazio.

SARRI ISOLATO - Intanto, più le ore trascorrono più Maurizio sente forte il brivido di una finale di Europa League. Il suo isolamento è totale, fino al 29 la blindatura sarà totale, dopo Baku e l’assalto all’Arsenal molte cose si chiariranno. E ha lasciato la sua pratica all’agente Pellegrini e all’intermediario Ramadani, gli stessi che avevano lavorato dalla scorsa (tarda) primavera per portarlo al Chelsea. Ci vuole pazienza, molta. Memorizzato il forte interesse della Juve, il resto verrà naturale, a maggior ragione se Agnelli, Paratici e Nedved dovessero confermare la loro preferenza. Oggi la strada è questa, confermata, poi che il mercato cambi ogni giorno è una sacrosanta verità. I discorsi con il Chelsea, per un addio a prescindere dall’esito di Baku, sono già stati impostati. Il mercato bloccato è una spinta in questo senso: di solito un allenatore quando fi rma sa di poter chiedere, comunque di usufruire degli investimenti del club che lo ingaggia. Nel caso specifi co memorizziamo tre cose: Hazard destinato al Real, in caso contrario sarebbe stato folle perderlo a parametro zero, sostituito da Pulisic preso a gennaio; Loftus Cheek fuori chissà per quanto; Hudson-Odoi arruolabile soltanto in autunno inoltrato. Se al Chelsea non sbloccassero con un contropiede disperato e uno stop da rinviare alle prossime sessioni, sarebbe diffi cilissimo per Sarri rispetto agli accordi della scorsa estate. Semplicemente perché sono cambiate molte cose, diciamo tutto in rapporto all’inevitabile immobilismo nelle trattative in entrare.

Leggi l'articolo completo sull'edizione odierna del Corriere dello Sport 

Panchina Juve: più Sarri che Inzaghi?

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