Higuain alla Roma in dieci giorni
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Higuain alla Roma in dieci giorni

Lui vorrebbe restare, la Juventus gli mette fretta perché vada via. Giallorossi in ansia, Fonseca spera di averlo in rosa entro fine mese

Il suo orgoglio è talmente smisurato che soltanto chi lo conosce bene può testimoniare nei dettagli. Gonzalo Higuain non vuole lasciare la Juve: lo ha mandato a dire tramite suo fratello Nicolas, semplicemente perché la pensa proprio così. La Juve sa di non poterglielo imporre con la forza, avrebbe l’effetto contrario, ma nello stesso tempo freme e si sbatte perché possa accadere al più presto. E’ un passaggio fondamentale per provare a imbastire l’operazione Icardi, intanto il Napoli cerca di muoversi in anticipo. Chi sta alla fi nestra, in questo caso la Roma, sa di correre i rischi più grossi. Perché il mix tra l’orgoglio smisurato e il pressing della Juve poi produce un bel gol nella prima amichevole vera della stagione. E qui il Gonzalo impettito diventa ancor più spocchioso “perché mi vuoi mandare via?”. “Non pensi che in coppia con Cristiano possa essere una grande stagione?”. Poi legge i social, chi non li legge?, e scopre che drappelli di tifosi adoranti - gli stessi che lo avevano accolto tra gli applausi alla Continassa - sarebbero felici di una sua conferma. Ecco, la partita si gioca qui. 

Entro dieci giorni

Ora la Roma confida di poter strappare il prezioso e definitivo sì nel giro di sette, massimo dieci giorni. Deadline fine luglio. In quel modo si potrebbe liberare Dzeko in direzione Inter, dopo i contatti dello scorso venerdì. E si centrerebbe il piano A per distacco su qualsiasi altro tipo di concorrente. Oggi Higuain corre da solo nei piani giallorossi, le altre non sono alternative ma semplicemente un abile modo per far trascorrere il tempo. Il desiderio è che Gonzalo metta da parte l’orgoglio senza correre il rischio di buttare a mare un’altra stagione. Come se non fosse bastata l’ultima: sei mesi con il Milan, il resto a Londra sponda Chelsea, morale un mal di testa infinito. Inevitabile conseguenza di chi disfacendo e rifacendo la valigia sa di portarsi dietro una zavorra pericolosissima. Infatti, quando il Pipita ha pensato di rinascere con Sarri a Londra non ha calcolato la diff erenza sostanziale tra la serie A e la Premier. Non è bastato spegnere e riaccendere il motore, non era un passaggio automatico: troppo elevata la differenza a livello tattico, fisico, tutto. E’ questa la speranza forte della Roma, la convinzione che lo smisurato orgoglio di Gonzalo lasci spazio alla voglia matta di una stagione da autentico protagonista.

Leggi l'articolo completo sull'edizione odierna del Corriere dello Sport 

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