Un precario di nome Dzeko. Ecco la strategia della Roma
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Un precario di nome Dzeko. Ecco la strategia della Roma

Petrachi (che pensa anche a Milik) potrebbe trattenerlo fino a dopo il derby di settembre

ROMA - Esaltazione mista a rimpianto. Questo hanno provato i 30.000 romanisti osservando Edin Dzeko nella migliore versione possibile: goleador, uomo assist, uomo squadra, persino leader comportamentale. Oggi sono in tanti, sui social e non solo, a domandarsi il motivo per cui la Roma sia obbligata a cedere un centravanti così forte, che da contratto non è ancora libero di scegliersi il futuro. La risposta che arriva da Trigoria è amara, nella sue semplicità: Dzeko vuole andare via, è già d’accordo con l’Inter.

NEGOZIAZIONI - Sì, però poi c’è un lato orgogliosamente tecnico da osservare. Petrachi non ha ancora il sostituto. Che potrebbe non essere Higuain - finora ha sempre detto no alla Roma - e neppure Icardi, sul quale è piombato con decisione il Napoli. La sorpresa degli ultimi giorni di mercato potrebbe essere Arek Milik, che con un concorrente del livello di Icardi non avrebbe più spazio nella line up di Ancelotti. Alla Roma piace, anche per le caratteristiche: piedi buoni, abitudine a dialogare con i compagni, buona visione della porta avversaria. E poi, dettaglio finanziario per nulla indifferente, guadagna molto meno di Dzeko, Icardi e Higuain. Ma bisognerebbe trovare un accordo con De Laurentiis, che è un osso duro quando si tratta di vendere i calciatori.

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