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Lozano e Meret, quei colpi da 75 milioni (di dubbi)

Protagonisti delle ultime due sessioni del mercato estivo, hanno trovato posto soprattutto in panchina

Lozano e Meret, quei colpi da 75 milioni (di dubbi)
© SSC NAPOLI via Getty Images

NAPOLI - L'estate del 2018, quello fu uno «dei colpi»: 25 milioni di euro per Alex Meret, il talento della porta accanto, quello dell’Udinese, e il gioiello destinato ad intiltarsi tra gli eredi di Buffon, capace di «emozionarsi» nel vederlo lavorare. L’estate del 2019, quello fu «il botto»: cinquanta milioni di euro, tutto compreso - anche le immancabili provvigioni e in diritti vari acquisiti - per arrivare a Hirving Lozano, per gli amici “el chucky” e per il Napoli il calciatore più pagato della Storia. L’aritmetica non è un’opinione ma ora Meret e Lozano sono in panchina, ed è una fortuna che giace a bordo campo, come un caveau o una miniera da esplorare, per capire poi un giorno come intervenire.

Dualismo

Sono vicende diverse, che germogliano in momenti e in condizioni differenti: Meret finisce alle spalle di Ospina dopo l’errore con l’Inter, un incidente di percorso che appartiene alla categoria degli «umani», anche se per il friulano si può parlare di potenziale «talento». Ma più nel particolare, Meret diventa l’alternativa del colombiano perché nel palleggio estremo dal basso di Gattuso c’è bisogno di un portiere che sappia giocare con i piedi, che dunque offra garanzie anche in quei frangenti apparentemente marginali e invece utili da sfruttare per eludere il pressing altrui. Ma Meret ha un suo appeal, ha qualità che emergono limpidamente e, dal punto calcistico, è anche un investimento che non può essere accantonato con leggerezza: andranno avanzate riflessioni, fatte scelte decise, dunque schierarsi tecnicamente. E la questione apparterrà principalmente all’allenatore, dunque a Gattuso, che dovrà confrontarsi con il club, per intraprendere un percorso condiviso: confermarlo - e dunque credere in lui, consegnandogli la porta senza che avverta al proprio fianco o dinnanzi a sé l’ombra ingombrante di un concorrente come Ospina - oppure anche cederlo (sapendo che non mancherebbero le pretendenti) e però rischiando un giorno di pentirsene. Ma quando si ricomincerà, sarà inevitabile che si capirà cosa si nasconda oltre quella porta.

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