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Olbia, Ogunseye saluta dopo tre anni e mezzo: "Lascio un posto unico"

L'attaccante, che con le sue reti ha tenuto a galla i bianchi anche quest'anno, si è promesso al Cittadella: "Contro la Giana il mio gol più importante di sempre"

Olbia, Ogunseye saluta dopo tre anni e mezzo:
© LaPresse/Alessandro Tocco

OLBIA - Anche le belle storie hanno una fine: dopo 31 gol in 94 partite con l'Olbia, Roberto Ogunseye saluta la Sardegna per il grande salto in cadetteria col Cittadella. Ecco le sue parole al sito dei bianchi: "Sono contento di poter salutare tutti, penso sia un atto dovuto per dire grazie alla Società, alla città e a tutti i tifosi dell'Olbia. Martedì, a Gorgonzola, abbiamo fatto qualcosa di speciale. La squadra meritava tutto questo perché in 9 uomini contro 11 sarebbe stato facile arrendersi. Invece noi abbiamo tenuto duro, rimanendo aggrappati con la testa e con il cuore alla gara. Abbiamo sofferto, ma non abbiamo mai mollato. E questo, alla fine, ha fatto sì che i sacrifici venissero ripagati".

"Incredulo dopo il gol salvezza alla Giana"

L'attaccante ha segnato il gol del pesantissimo pareggio contro la Giana Erminio: "Conquistato il corner, ero sulle ginocchia perché cercavo di riprendere fiato. È difficile spiegare cosa è successo in quegli istanti che hanno preceduto il gol: il mio istinto mi ha detto di guadagnare la posizione ed è andata bene. Se questo è il gol più importante con la maglia dell'Olbia? Assolutamente sì, direi che è stato il gol più importante della mia carriera". Una marcatura sulla quale Ogunseye aveva fantasticato alla vigilia dei playout: "Confesso che quando ho saputo che avremmo dovuto giocarci la stagione in due gare, ho pensato che sarebbe stato bello salvare la squadra con un mio gol. È andata proprio così, non posso che essere felice di questo. Il merito, però, è di tutti". Negli attimi che hanno fatto seguito al gol, è rimasto immobile in mezzo all'area mentre mentre tutti esultavano attorno: "Non sapevo cosa fare, lo ammetto. Volevo correre verso qualche direzione, ma non avevo le energie per farlo. Ero semplicemente incredulo, ero convinto che avremmo potuto fare gol, ma sono rimasto frastornato per l'emozione".

"Carico e impaziente per il Cittadella"

L'ambiente di Olbia ha cullato e cresciuto uno degli attaccanti più attesi della prossima stagione: "Qua penso di essere cresciuto non solo calcisticamente, ma anche come uomo. Ho capito tanto anche di me stesso, sicuramente vedo la vita in maniera diversa rispetto a come la vedevo quando sono arrivato a 22 anni. Lascio un posto unico con un bagaglio che mi rende una persona più ricca e migliore". Dopo i festeggiamenti, arriverà il tempo di iniziare a pensare al Cittadella: "Sono carico e impaziente di vedere cosa mi aspetta. Io sono sicuro di me e so cosa posso dare alla mia nuova squadra. Dovrò fare in modo di ambientarmi il più velocemente possibile".

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