De Paul e il futuro in una big: "Ho già parlato con l'Udinese"

Così l'argentino: "Non ho parlato con nessuno, perché porto rispetto al mio club. Ma ho 27 anni e sono stato chiaro con chi dovevo"
De Paul e il futuro in una big: "Ho già parlato con l'Udinese"© Getty Images
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"Sono sempre stato molto sincero e molto chiaro con chi dovevo essere chiaro. Ho detto quello che pensavo, quello che volevo. Ho 27 anni ormai. Non parlerò da nessun'altra parte perché rispetto tutti all'Udinese, soprattutto i tifosi che mi vogliono davvero bene". In una lunga intervista concessa a The Guardian, il centrocampista dell'Udinese Rodrigo De Paul apre ad un futuro lontano dal Friuli dopo cinque stagioni, 184 presenze complessive e 34 gol.

De Paul sull'Argentina in Coppa America

"Siamo stati anni senza giocare una Coppa America nel nostro Paese e abbiamo avuto la possibilità di viverla. Sappiamo la passione che provano gli argentini. Sapevamo che gli stadi sarebbero scoppiati. Sapevamo che ogni squadra che sarebbe venuta a giocare non avrebbe affrontato solo noi, ma 60.000 o 70.000 persone che gridavano. L'abbiamo visto in Brasile due anni fa, era come se giocassero con un uomo in più. Quest'anno è il nostro turno. Con un nuovo ciclo di giocatori, abbiamo subito 14 tiri in porta dal Brasile, hanno colpito una traversa, un palo. Allora abbiamo iniziato un percorso nuovo: abbiamo battuto il Brasile, pareggiato con l'Uruguay, pareggiato con la Germania a Dortmund, battuto il Messico, pareggiato con il Cile, vinto a La Paz, cosa che non facevamo da 20 anni. Abbiamo giocato nove, dieci partite senza perdere. Ad ogni risultato abbiamo avuto meno dubbi, siamo cresciuti. Il virus lo ha interrotto ma penso che il processo sia buono”.

De Paul su Messi

"E per questo processo, abbiamo il miglior capitano che potessimo avere. Non parlerò del suo livello calcistico, perché è fuori discussione. Come persona e guida, Leo Messi è incomparabile. Avendolo, tutto è più facile. A livello umano ho avuto contatti con lui solo una volta: in un Valencia-Barcellona. Stiamo parlando del 2014. A parte questo non lo conoscevo. Dato tutto quello che vive, non può andare da nessuna parte; mette piede in un aeroporto e ci sono 200 persone, vorrebbe essere un personaggio riservato e questo mi ha sorpreso. Gli piace avere compagnia, gli piace ascoltare una canzone, gli piace giocare a carte. Facciamo esercizi di riscaldamento in cui dribbli, salti un cerchio, tiri. Questo lo rende umano. Puoi vederlo come un essere di un altro pianeta, ma è una persona".

De Paul e il suo ruolo nell'Argentina

"Scaloni conosce la mia struttura fisica e sa quanto ho imparato della tattica in Italia. Così possiamo coprire Leo Paredes e aiutare Messi. Posso supportare il terzino o dedicarmi alla copertura. Come spiegherei il mio ruolo? Sono come una ruota di scorta. Spesso i giocatori importanti si affidano a me. È questo tutto quello che devo fare per vestire la maglia dell'Argentina e lo farò. Tutto arriva a suo tempo: c'è un momento per entrare in area e segnare, per rompere le linee, per aiutare Leo a essere pronto per attaccare o per scaricare su Paredes. Li completo. Si parla di gol e assist ma l'altro giorno cercavo statistiche sui recuperi palla. Sono quasi il triplo rispetto al primo anno: erano 150, ora sono oltre 400. Quello che non avevo allora, lo faccio adesso. Quindi ora penso: 'Ok, cosa c'è dopo? Cosa mi manca ancora?'. Il giorno in cui smetterò di giocare per l'Argentina, sarà perché qualcuno è stato migliore, non perché non ho lavorato abbastanza. Mi piace dettare passaggi più che segnare e poi ci sono momenti in cui buttarmi nei contrasti. Non ho problemi a farlo, né voglio essere in prima pagina”.

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