Palestra: "Grazie al Cagliari e all’Italia, un top club ora non mi spaventa"

L’Inter lo vuole e lavora per consegnarlo a Chivu: l’esterno dell’Atalanta parla anche del suo futuro dal ritiro di Coverciano
Fabrizio Patania - inviato a Firenze
6 min

Va di corsa, come raccontano le statistiche. Marco Palestra, eletto miglior difensore, ha stabilito anche il primato di velocità del campionato di Serie A: 27,96 chilometri orari di media. Non ha solo un passo irresistibile, ma sa cambiare direzione e possiede una dote rara per l’ultima generazione di esterni prodotti dal calcio italiano. Sa dribblare. Gliene sono riusciti 70, cifra record per un difensore considerando i cinque campionati di riferimento in Europa. Opta ne conta 73 al termine di un movimento (minimo 5 metri) con la palla incollata al piede e in assoluto lo precede soltanto Yildiz (75), la stella turca della Juve. Questo spiega o racconta perché Chivu lo abbia messo in cima alla lista della spesa presentata nelle riunioni organizzate da Marotta e Ausilio in Via della Liberazione e perché, da mesi, nel suo entourage segnalavano probabili interessi in Premier, dove hanno una facilità superiore di spesa. Occhio al Manchester City, di cui si è cominciato a riferire nelle ultime ore. Toccherà all’Atalanta, proprietaria del cartellino, e al giocatore, se esprimerà una preferenza, indirizzare la destinazione.

Palestra, il salto

Il pressing dell’Inter è nato da tempo e lo hanno esercitato durante il ritiro di Coverciano i senatori azzurri, a partire da Barella, un altro simbolo di Cagliari. Ora ci pensa Pio Esposito, l’altro alfiere convocato da Baldini, ct ad interim per le amichevoli con Lussemburgo e Grecia, a scaldare la pista che conduce verso Appiano Gentile. Marco, esploso a Cagliari negli ultimi mesi, è nato e cresciuto a Buccinasco, vicino ad Assago, e prima di crescere nel vivaio dell’Atalanta ha giocato per un anno (2013/14) con l’Accademia Internazionale, club di settore giovanile affiliato ai nerazzurri. La trattativa è già avviata. Palestra, in Aula Magna a Coverciano, non poteva parlare di mercato e non si è sbilanciato, ma le sue intenzioni sono chiare. «Mi sento pronto per il salto in un top club. L’ultima stagione mi ha dato tantissima fiducia e trasmesso la consapevolezza di potermi misurare in una squadra forte. Devo ringraziare il Cagliari che mi ha permesso di giocare con continuità ed è stato fondamentale l’esordio con la Nazionale. L’ingresso a Bergamo con l’Irlanda del Nord è stato uno dei momenti più belli della mia vita e rimarrà per sempre».

Il ruolo di Palestra

Non altrettanto si può dire della notte di Zenica. «Ricordo le facce distrutte dei miei compagni nello spogliatoio per l’eliminazione». Gattuso lo inserì dopo l’intervallo al posto di Politano e riuscì a dare la scossa agli azzurri. Palestra stava volando verso l’area di rigore della Bosnia quando lo stese Muharemovic, a rischio rosso e solo ammonito dall’arbitro Turpin. In un’altra occasione, preferì crossare invece di andare al tiro. «Pensavo fosse la scelta giusta» ha spiegato Marco, uno dei più attesi di questa nazionale sperimentale. «Baldini ci fa andare forte. Al mio futuro penserò più avanti, ora ci sono queste due partite, contano per il ranking». La carriera si era impennata con l’Under 23 dell’Atalanta in C. «Esperienza fondamentale, ma devo ringraziare anche Marco Fioretto, il mio allenatore ai tempi dell’Under 16. Mi cambiò ruolo e mi sistemò sulla fascia. Sino all’anno prima giocavo mezzala ed ero considerato il più lento della squadra». Non si è più fermato.


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