Ci sentiamo miliardari, quanto e come ha speso la Serie A: le cifre record ma...
Se il paragone con la Premier è insostenibile, per gratificare la nostra autostima possiamo sempre voltarci a guardare chi è rimasto indietro: per volume d’affari ed effettiva capacità di spesa (i soldi messi sul tavolo oltre quelli incassati dalle cessioni) la Serie A si conferma il secondo campionato a livello globale, staccando nettamente Bundes, Liga e Ligue 1. Per il terzo anno di fila la sessione estiva si chiude avendo ampiamente superato il miliardo in acquisti (1,16), tra nuovi giocatori e quelli riscattati a fine leasing. Siamo al di sotto del record assoluto stabilito nell’estate 2019, l’ultima del calcio pre-Covid, ma non si può parlare di una frenata, anzi. Il saldo è negativo per una cifra superiore ai 440 milioni. Germania e Spagna hanno appena scavalcato quota 700 alla voce acquisti. In Premier hanno superato i 3,7 miliardi, con oltre1,44 miliardi di passivo. Un mondo a parte.
Riuscire a spendere tanto è un conto, riuscire a portare a casa la prima scelta è un altro, questo non bisogna dimenticarlo. Sui top player internazionali restiamo tagliati fuori e non è solo una questione di minor appeal del nostro campionato: anche ammesso di avere le risorse per cartellini da cento milioni a salire - e oggi nessuno da noi può andare in tripla cifra - non c’è margine per sostenere stipendi che per le inglesi, le big spagnole, il Bayern o il Psg sono ordinaria amministrazione.
Una Serie A che viaggia a due velocità
La fotografia di questa sessione appena conclusa restituisce il quadro di una Serie A che viaggia a due velocità. Se il Milan è quella che ha messo insieme gli acquisti più costosi (165 milioni di euro, con Gerry Cardinale che ha piazzato i due colpi record della storia milanista, Gonçalo Ramos e Moreira), la Juve è quella che si è esposta di più, 134 milioni di rosso senza contare, ovviamente, i soldi del futuro riscatto di Woltemade, tutto questo per rifare l’attacco. Con loro, solo la Roma è andata in tripla cifra in termini di saldo negativo. Si aggiungono Inter (un segnale in controtendenza rispetto al passato con in più lo shopping inglese) e la sorprendente Fiorentina, oltre quota 100 alla voce acquisti.
Siccome il mercato non serve solo a migliorare la rosa ma anche a far quadrare i conti, anche qui c’è chi ha giocato un campionato a parte. Il Bologna è primo per saldo attivo di mercato, seguito a ruota dall’Atalanta che ai rossoblù ha portato via Rowe, ultimo addio doloroso di un’estate che aveva già privato Tedesco di Castro, Lucumi e Freuler, giusto per restare ai titolari. Virtuosi ai fini del bilancio i comportamenti di Parma e Sassuolo, coerenti con la mission aziendale. Tra cessioni e prestiti, infine, anche la Lazio ha trovato un punto d’equilibrio. Complessivamente sono sette i club che hanno chiuso il mercato in attivo. Questi numeri saranno sostenuti anche dai risultati del campo? La chiave è tutta lì: non si vive solo di plusvalenze.
Abbonati per continuare a leggere
Scegli l’abbonamento che fa per te e sblocca un mondo di contenuti esclusivi,
navighi senza interruzioni e scopri il piacere della lettura.
Basic
€ 19,99 Prezzo standardRisparmi il 50%€ 9,99al mese- 5 contenuti al mese
Più scelto
Plus
€ 29,9 Prezzo standardRisparmi il 33%€ 19,99al mese- 10 contenuti plus al mese
- Nessuna pubblicità
Best value
Pro
€ 49,99 Prezzo standardRisparmi il 20%€ 39,99al mese- Contenuti illimitati
- Supporto prioritario
Sei già abbonato?
Unisciti alla Community
Accedi o registrati per dire la tua sugli argomenti che più ti interessano e vivere tutti i servizi di Corriere dello Sport–STADIO". Completa il tuo profilo per essere sempre aggiornato su notizie, eventi, offerte e tutto ciò che fa vibrare il mondo dello sport.
ACCEDI
oppure
o entra con DISQUS


