Pagina 2 | L'Atalanta rivuole Gosens: c'è l'offerta, ma Pioli lo blinda

Nessun incedibile ma la figura di Robin è fondamentale nello spogliatoio viola: il terzino tedesco potrebbe prendere presto il ruolo di vice capitano

FIRENZE - C'è un rumore che ha squarciato l'agosto (per adesso) intorpidito della Fiorentina fronte mercato: è quello del 'no' pronunciato dai dirigenti viola di fronte all'offerta dell'Atalanta per Robin Gosens. Dodici milioni per il tedesco, tutto stoppato nelle scorse ore prima che diventasse qualcosa di più serio. Perché Gosens non si tocca.

Gosens, le ragioni del no

Lo dicevamo negli scorsi giorni: non c'è niente e nessuno di incedibile nel contesto italiano e neanche nel mondo Fiorentina. Però di fronte a un'offerta che a livello economico sarebbe stata anche consona - la Fiorentina lo ha pagato in tutto 8 milioni, tra prestito e riscatto dall'Union Berlino, per un calciatore che ha compiuto 31 anni il 5 luglio scorso - Pradè, Goretti e lo stesso Stefano Pioli hanno messo sul tavolo non solo l'aspetto contabile, ma anche quello tecnico e di leadership. E hanno optato per il no, convenendo anche sull'idea di non prendere in considerazione un ulteriore rilancio da parte della Dea.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calciomercato Atalanta

Gli scenari su Gosens

La volontà primaria è quella di non cedere uno dei pilastri dello spogliatoio, quella secondaria è di non rinforzare una società che è giudicata una diretta concorrente per gli obiettivi stagionali del club di Commisso. E quindi Gosens rimarrà a Firenze, colpi di scena a parte. Dove per questi ultimi si intendono due scenari: il primo, un'offerta monstre (e quindi irrinunciabile) da parte di una squadra estera; il secondo, che lo stesso calciatore, che ha un legame ancora forte con l'Atalanta e con la famiglia Percassi e che era stato cercato dai nerazzurri anche la scorsa estate per un ritorno a Bergamo che poi non s'è concretizzato, apra alla cessione. Entrambe eventualità, per il momento, remote: perché anche lo stesso Gosens si sente centrale nel progetto viola, figura cardine in campo e fuori.

Gosens, il leader

Nella Fiorentina di Stefano Pioli Gosens è già imprescindibile: lo si è visto dagli allenamenti e dai primi test. È lui, il tedesco, ad alzare la voce durante le sedute al Viola Park, il primo a richiamare i compagni e a mettere in scena esultanze degne di un quarto di Champions League per la vittoria di una partitella a fine allenamento (è da questi particolari che si riconosce il leader); è sempre lui, in questo primo mese di lavoro intensivo sul campo, il primo confidente di Pioli, che si confronta spesso col proprio esterno su movimenti e interpretazioni di gioco. E quindi sarà lui uno dei capisaldi della sua Viola, capitano senza fascia, anche se è sempre più probabile una sua candidatura come vice di Luca Ranieri.


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Gli scenari su Gosens

La volontà primaria è quella di non cedere uno dei pilastri dello spogliatoio, quella secondaria è di non rinforzare una società che è giudicata una diretta concorrente per gli obiettivi stagionali del club di Commisso. E quindi Gosens rimarrà a Firenze, colpi di scena a parte. Dove per questi ultimi si intendono due scenari: il primo, un'offerta monstre (e quindi irrinunciabile) da parte di una squadra estera; il secondo, che lo stesso calciatore, che ha un legame ancora forte con l'Atalanta e con la famiglia Percassi e che era stato cercato dai nerazzurri anche la scorsa estate per un ritorno a Bergamo che poi non s'è concretizzato, apra alla cessione. Entrambe eventualità, per il momento, remote: perché anche lo stesso Gosens si sente centrale nel progetto viola, figura cardine in campo e fuori.

Gosens, il leader

Nella Fiorentina di Stefano Pioli Gosens è già imprescindibile: lo si è visto dagli allenamenti e dai primi test. È lui, il tedesco, ad alzare la voce durante le sedute al Viola Park, il primo a richiamare i compagni e a mettere in scena esultanze degne di un quarto di Champions League per la vittoria di una partitella a fine allenamento (è da questi particolari che si riconosce il leader); è sempre lui, in questo primo mese di lavoro intensivo sul campo, il primo confidente di Pioli, che si confronta spesso col proprio esterno su movimenti e interpretazioni di gioco. E quindi sarà lui uno dei capisaldi della sua Viola, capitano senza fascia, anche se è sempre più probabile una sua candidatura come vice di Luca Ranieri.


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