Pagina 2 | L'Atalanta rivuole Gosens: c'è l'offerta, ma Pioli lo blinda
Gli scenari su Gosens
La volontà primaria è quella di non cedere uno dei pilastri dello spogliatoio, quella secondaria è di non rinforzare una società che è giudicata una diretta concorrente per gli obiettivi stagionali del club di Commisso. E quindi Gosens rimarrà a Firenze, colpi di scena a parte. Dove per questi ultimi si intendono due scenari: il primo, un'offerta monstre (e quindi irrinunciabile) da parte di una squadra estera; il secondo, che lo stesso calciatore, che ha un legame ancora forte con l'Atalanta e con la famiglia Percassi e che era stato cercato dai nerazzurri anche la scorsa estate per un ritorno a Bergamo che poi non s'è concretizzato, apra alla cessione. Entrambe eventualità, per il momento, remote: perché anche lo stesso Gosens si sente centrale nel progetto viola, figura cardine in campo e fuori.
Gosens, il leader
Nella Fiorentina di Stefano Pioli Gosens è già imprescindibile: lo si è visto dagli allenamenti e dai primi test. È lui, il tedesco, ad alzare la voce durante le sedute al Viola Park, il primo a richiamare i compagni e a mettere in scena esultanze degne di un quarto di Champions League per la vittoria di una partitella a fine allenamento (è da questi particolari che si riconosce il leader); è sempre lui, in questo primo mese di lavoro intensivo sul campo, il primo confidente di Pioli, che si confronta spesso col proprio esterno su movimenti e interpretazioni di gioco. E quindi sarà lui uno dei capisaldi della sua Viola, capitano senza fascia, anche se è sempre più probabile una sua candidatura come vice di Luca Ranieri.