Il Bologna valuta Mangala: era il pilastro del Belgio di Tedesco

Arriva da una stagione molto complessa, tra rottura del crociato e guai muscolari. Se sta bene è un grande valore aggiunto, ma ci sono altre pzioni
Claudio Beneforti
5 min

Orel Mangala, centrocampista del Lione, classe 1998 si è proposto al Bologna, e non si è proposto così, per caso, ma lo ha fatto per un motivo preciso. Perché questo mediano è stato un calciatore di Domenico Tedesco nella nazionale del Belgio. Non solo, Mangala è stato un uomo fondamentale di quella squadra, tanto è vero che Tedesco lo ha sempre ritenuto un titolare inamovibile. Qual è stata la risposta del Bologna? Inevitabilmente sta facendo valutazioni approfondite, al di là del fatto che il nuovo tecnico sarebbe estremamente felice di poterlo allenare anche nel Bologna, perché lo spessore del calciatore è molto alto, ma guai a dimenticare come abbia alle spalle un’annata molto tormentata, avendo dovuto convivere prima con la rottura del legamento crociato anteriore e successivamente con la rieducazione. Poi, una volta rientrato, ecco che ha dovuto superare anche alcuni guai muscolari che gli hanno fatto perdere altre parite. In pratica Mangala ha ritrovato una buona condizione fisica solo da marzo in poi, e da allora va rimarcato come abbia sempre trovato uno spazio, o dall’inizio o quanto meno a giochi avviati. 

 

Valutazioni e verifiche

Parliamoci chiaro, solo due anni fa, prima che si infortunasse, Mangala aveva numeri di cartellino che sarebbero stati addirittura proibitivi per il Bologna, tanto per essere più precisi questo centrocampista belga che ha giocato anche nello Stoccarda, nell’Amburgo e in Premier League (prima nel Nottingham Forest e poi nell’Everton) aveva una valutazione di circa 30 milioni, poi è come se gli fosse crollato il mondo addosso e questa cifra di colpo si è abbassata. Ora quelle che sono le intenzioni del Bologna non le conosciamo, è evidente che i responsabili dell’area tecnica Giovanni Sartori e Marco Di Vaio ne parleranno anche con Tedesco, poi dopo questo colloquio capiremo se decideranno di sottoporre Mangala a tutti gli esami clinici necessari per verificare se la sua guarigione è del tutto completata oppure se riterranno di non voler correre alcun rischio. Di sicuro nel caso in cui il Bologna entrasse nell’ordine di idee di voler fare i necessari accertamenti e poi gli aprissero le porte magari con la formula del prestito con diritto di riscatto, di fronte a un Mangala completamente recuperato, Tedesco si ritroverebbe con un centrocampista davvero molto forte. Con il suo centrocampista. 

Le altre soluzioni

In attesa di capire se il Bologna porterà avanti questa proposta da parte dell’entourage di Mangala, Sartori e Di Vaio continuano a mantenere calde le altre soluzioni, tenendo presente come più avanti potrebbe anche riaprirsi il discorso relativo a Remo Freuler. I centrocampisti sotto osservazione sono Mathias Delorge, classe 2004, e Tibe De Vieglier, classe 2005, tutti e due del Gent: il primo è una mezzala, il secondo un mediano che può essere impiegato anche da centrale, poi Nikolas Sattlberger, classe 2004, austriaco del Genk, e un ucraino che gioca in Polonia nel Lechia, Ivan Zhelizko, classe 2001. E Peer Koopmeiners? Dopo aver portato all’Atalanta suo fratello Teun, Sartori sarebbe molto felice di regalare l’Italia anche a Peer, ma c’è un problema grosso, enorme, l’Az Alkmaar chiede una ventina di milioni per cederlo. Di conseguenza: fate voi. 

 


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