Il Bologna ha deciso: è Castro il sacrificabile. Sirene dalla Premier

Tedesco è convinto delle potenzialità della squadra soprattutto in attacco, però la cessione eccellente è vicina
Claudio Beneforti

Pubblicato il 15.06.2026, 09:42 (Aggiornato il 15.06.2026, 09:53)

Il Bologna così com’è a oggi gli piacerebbe da matti, Domenico Tedesco è convinto che soprattutto davanti questa squadra abbia grandi potenzialità tecniche e margini di crescita notevoli, e proprio per questo motivo vorrebbe che il mercato fosse già finito, temendo a ragione che almeno uno dei tesori di famiglia finirà per perderlo. Poi in fondo gli uomini del governo del Bologna sono stati estremamente chiari con lui, informandolo da subito come siano intenzionati a cedere un gioiello per poter finanziare il proprio mercato, al di là degli addii di Jhon Lucumi e Remo Freuler. E questo no, non può essere il massimo della vita né per Tedesco né per Bologna, perché un club che è davvero ambizioso (come garantisce di essere) si farebbe bastare i soldi che arriveranno dalla cessione del difensore colombiano, da quelli che la Fiorentina verserà per il riscatto di Giovanni Fabbian e quelli figli della cessione di Benjamin Dominguez. A quanto ammonteranno i numeri? All’atto pratico, ai quindici di Fabbian dovrebbero aggiungersi i venti/venticinque di Lucumi e i sette/dieci dell’esterno argentino. E allora domandiamo a Saputo: questi 45 milioni non sarebbero sufficienti per evitare in questa sessione la cessione di un altro prospetto? Tenendo anche presente come gli ultimi mercati abbiano fatto registrare saldi attivi importanti? 

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Castro a rischio

Detto che un conto è spendere male, e in questo senso il Bologna non corre questi rischi almeno fino a quando il mercato lo faranno Sartori e Di Vaio, e un altro è investire con giudizio guardando al domani ma anche all’oggi per consentire alla squadra di restare competitiva, ora come ora il tesoro di famiglia che potrebbe essere tolto a Tedesco è Santiago Castro. Che mai Tedesco vorrebbe perdere, intendiamoci. E il discorso vale anche per Riccardo Orsolini e Federico Bernardeschi, per Jonathan Rowe e Nicolò Cambiaghi, insomma per tutti i suoi calciatori di attacco, rendendosi conto di quello che potrebbero dargli. Quanto il Bologna spera di ricavare dall’addio dell’argentino? Sui cinquanta milioni in caso di proposta che arriva dalla Premier League, una decina di milioni in meno se la richiesta per Castro dovesse arrivare dall’Italia. Non è escluso che con il tempo Rowe possa prendere il posto di Castro come candidato alla cessione, questo è vero, perché come potete intuire il Bologna mollerebbe il calciatore in grado di assicurargli una plusvalenza maggiore. 

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Situazione "cessione eccellente" in divenire 

Per il momento la situazione legata a questa «cessione eccellente» è in divenire, lo stesso Tedesco sa di dover perdere uno dei suoi attaccanti ma al tempo stesso neanche lui è a conoscenza di chi sarà costretto a salutare, anche se a malincuore. Domandone: la cessione di un tesoro di casa potrebbe essere evitata di fronte magari a un’eventuale partenza contemporanea di Cambiaghi e Odgaard, come è stato ventilato da alcune parti? No, se Saputo non dovesse rivisitare le sue idee attuali: con il ricavato degli addii di Lucumi, Fabbian e Dominguez che fa migliorare solo il bilancio, le partenze di Cambiaghi e Odgaard non basterebbero per costruire poi il mercato in entrata, a meno che Sartori e Di Vaio decidano di prendere prestiti o parametri zero, dovendo fare di necessità, virtù.