Bologna, l’attesa di Tedesco è finita: ecco Dovbyk e Amondarain

Ieri mattina l’arrivo dei due nuovi acquisti rossoblù: subito le visite mediche e poi il primo contatto con il centro sportivo di Casteldebole  
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Dario Cervellati
Dario Cervellati

4 min

Pubblicato il 29.07.2026, 12:58

L'attesa è finita alle 11.17, quando le porte automatiche degli arrivi dell'aeroporto Marconi si sono aperte e Artem Dovbyk è comparso con tutta la sua imponenza. Cappellino calato sulla testa, occhiali da sole scuri e un'espressione seria, quasi impassibile, anche davanti ai primi flash dei fotografi. Ad aspettarlo, ieri mattina, c'era Marco Di Vaio, il direttore sportivo che insieme a Giovanni Sartori e Claudio Fenucci ha lavorato senza sosta per regalare a Domenico Tedesco un nuovo centravanti. Il primo gesto è stato simbolico. La sciarpa rossoblù sistemata al collo del ventinovenne ucraino ha rappresentato il benvenuto ufficiale nella sua nuova casa. 

Amondarain catapultato in un mondo tutto nuovo

Otto minuti più tardi, alle 11.25, è toccato a Mikel Amondarain. L'argentino è arrivato con lo stesso volo proveniente da Roma, dove aveva fatto scalo prima di raggiungere Bologna dall'Argentina. Un'attesa leggermente più lunga, il tempo necessario per recuperare il bagaglio sul nastro, poi anche lui ha raggiunto l'attaccante, trovando Di Vaio con un'altra sciarpa pronta. Il viso del centrocampista, che domenica era ancora in campo con l'Estudiantes, lasciava trasparire più emozioni. È emerso l'imbarazzo e l'entusiasmo di un ventunenne catapultato in un mondo tutto nuovo. Dall'aeroporto i due nuovi innesti del Bologna sono stati accompagnati al centro tecnico di Casteldebole per il primo contatto con il quartier generale rossoblù. Una breve tappa prima di spostarsi, a una manciata di minuti da mezzogiorno, all'Isokinetic, dove hanno sostenuto le visite mediche, proseguite anche nel pomeriggio, ultimo passaggio necessario prima delle firme e dell'ufficialità. 

Dovbyk, le prime parole da giocatore del Bologna

È stato all'uscita dell'ambulatorio, mentre si stava spostando per raggiungere la zona della risonanza magnetica, che Dovbyk si è fermato per qualche istante e ha firmato alcune sue vecchie foto ad un paio di giovani tifosi. Alla domanda se fosse felice di iniziare la nuova avventura in rossoblù ha risposto con un semplice: «Sì». Poi, quando gli è stato chiesto se avesse già parlato con Domenico Tedesco, ha aggiunto: «Sì, un po'». Due risposte brevi, pronunciate con lo stesso atteggiamento riservato mostrato fin dall'arrivo in aeroporto. Anche se, a un certo punto, gli è comparso un mezzo sorriso che ha colorato la sua prima giornata a Bologna.  

Dovbyk e Amondarain al Bologna: i dettagli degli accordi

Per la dirigenza è stato il punto d'arrivo di un lavoro portato avanti nelle ultime settimane. Già domenica sera Giovanni Sartori lasciava trasparire la soddisfazione per due operazioni ormai vicine alla conclusione. Chi lo ha visto in quelle fasi conclusive delle trattative lo ha descritto come euforico. Ieri l'arrivo in città di Dovbyk, che prenderà la maglia numero 9, e Amondarain, che indosserà l'8, ha completato il programma previsto, in attesa dell'annuncio ufficiale.

L'accordo per l'attaccante è stato raggiunto sulla base di un prestito gratuito con un diritto di riscatto fissato a 17 milioni di euro, mentre il centrocampista è stato ingaggiato a titolo definitivo con l'Estudiantes che avrà anche un 10% sull'eventuale rivendita del cartellino del calciatore, che secondo fonti argentine ha iniziato le pratiche per ottenere la cittadinanza spagnola.