Bologna, l’attacco ha bisogno di tempo: Dovbyk e Piccoli in ritardo
Un tempo per uno, un solo tiro in due e nessuna conclusione diretta nello specchio. L’amichevole con il Brighton ha fotografato il momento di transizione del Bologna, alle prese con una rivoluzione del reparto offensivo. Dovbyk e Piccoli sono arrivati per raccogliere l’eredità di Castro e Dallinga, ma subito devono mettere a disposizione il loro potenziale bottino di gol. Il cambio è stato radicale e il tempo per colmare le lacune si assottiglia. Ci sono gerarchie da definire e i nuovi centravanti rossoblù devono imparare in fretta i movimenti dei compagni, assimilare i principi di Tedesco e trovare un’intesa con una squadra che, a sua volta, sta ancora definendo la propria identità. Il campionato è ormai alle porte e il nuovo Bologna non può permettersi un lungo apprendistato.
Ultimi esperimenti per il Bologna
TEST. L'amichevole inglese ha concesso alle due prime punte una frazione di gioco per misurarsi con un avversario di livello e mettere minuti nelle gambe. Dovbyk ha giocato la prima, Piccoli la seconda. Per l’ucraino era il secondo test dopo il debutto contro il Pisa, quando era rimasto in campo poco più di un’ora senza trovare il gol. Per Piccoli, invece, si è trattato della prima partita con la maglia del Bologna. Un avvio senza acuti e, anche se non è il momento dei processi, serve già un'accelerazione.
Le richieste di Tedesco
RICHIESTE. Tedesco sta lavorando molto pure attraverso i video per velocizzare l’apprendimento del suo modello di calcio e permettere ai nuovi arrivati di assimilare quanto prima tempi, spazi e responsabilità. Ed è già emerso quanto i gol degli attaccanti saranno fondamentali. Nelle sette amichevoli disputate nel precampionato il Bologna ha segnato dieci reti e, al netto di un autogol, tutte sono arrivate da uomini del tridente d'attacco. È la dimostrazione pratica di quanto si punterà su Dovbyk e Piccoli durante la stagione. Il senso del gol hanno dimostrato di possederlo entrambi.
La condizione fisica di Dovbyk e Piccoli
CONDIZIONE. E allora decisivo risulterà anche il loro stato di forma fisica e mentale. Piccoli è sembrato leggermente più avanti. Il centravanti aveva già accumulato lavoro con la Fiorentina e nell’amichevole contro il Real Madrid era riuscito anche a trovare il gol. Dovbyk, invece, sta cercando di ritrovare ritmo dopo un periodo complicato. Alla sua prima stagione con la Roma, nel 2024/2025, aveva segnato 17 gol in 45 presenze. L’anno successivo il rendimento è crollato, anche a causa dei problemi fisici, con appena tre reti in 18 presenze complessive.
Tedesco dovrà scegliere la sua punta titolare
OBIETTIVO. Ma l'inserimento di questi attaccanti di stazza, capaci di dare peso dentro l'area avversaria, passa anche dall'intesa con i compagni. E in un sistema che vuole costruire dal basso e sviluppare l'azione centralmente, la punta diventa parte integrante della manovra, oltre che il suo terminale. Piccoli arriva a Bologna con l’obiettivo di alzare il proprio bottino dopo i nove gol segnati in 44 presenze a Firenze. Una promessa che coincide con la necessità di dare una dimensione al nuovo attacco rossoblù. La prima risposta arriverà già lunedì, contro la Lazio. Tedesco dovrà scegliere la sua prima punta titolare e cominceranno a rendersi visibili le gerarchie, con una concorrenza che potrebbe andare avanti per l'intera annata.
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