Fiorentina, due rinforzi allo sprint
Quel che resta del mercato della Fiorentina è racchiuso in due obiettivi: l’attaccante che sia vice Kean e l’esterno destro che dia modo di rifiatare a Dodo, coprendo esattamente le due esigenze non soddisfatte nella stagione scorsa, ma stavolta lo saranno e il fatto di farlo alla fine dell’estate è solo un elemento contingente di tutta la situazione per vari motivi. Anzi, ci potrebbe essere un terzo obiettivo che va avanti in parallelo e sottotraccia: quello che riguarda il centrocampista. In questo caso dipende molto se rimangono o no tutti quelli che ci sono (Mandragora, Richardson e Ndour) accanto ai titolari in pectore Fagioli e Sohm: cinque possono anche bastare, altrimenti se uno va via ne arriva uno.
Attesa e strategia
L’attaccante, intanto: con le caratteristiche di Moise Kean, insomma alter ego a tutti gli effetti del bomber da 25 gol. Che sappia suggerire il passaggio in profondità, che impegni fisicamente le difese, che abbia il mirino costantemente puntato sulla porta avversaria. Shpendi resiste nelle preferenze anche se non è in cima, Daku del Rubin Kazan è fuori dal radar del Viola Park, idem Siwe del Guingamp, quindi gira e rigira l’attenzione continua ad essere puntata su Ioannidis e Piccoli, cioè sui centravanti che la Fiorentina aveva preso in considerazione a giugno e luglio (fino a metà), quando la conferma di Kean non era sicura per via della clausola da 52 milioni che avrebbe potuto portarlo lontano da Firenze. E al Panathinaikos e al Cagliari era stato fatto presente l’interesse per i rispettivi calciatori. Che esiste ancora, perché l’idea degli uomini di mercato di Commisso è di provare a prendere un ulteriore rinforzo di ottimo livello là davanti: il modo migliore per consegnare a Pioli un super attacco. Di ottimo livello sì, però non alle condizioni economiche attuali: il club greco chiede tra i 22 e i 25 milioni per il classe 2000, il club sardo si sa che valuta Piccoli non meno di 28-30 milioni pur non avendo mai fissato un prezzo ufficiale. Per questo la Fiorentina guarda ad altre strade e ad altre soluzioni, ma non si arrende e nei giorni da qui al termine di mercato proverà a far pesare sul tavolo delle trattative la formula che permetterebbe di abbattere i costi e superare l’ostacolo: prestito oneroso e obbligo di riscatto a determinate condizioni.
Il vice Dodo
Capitolo esterno che è ruolo fondamentale nel sistema di gioco di Pioli, con o senza tridente: Gosens ha Parisi come alternativa, Dodo ha Fortini rientrato da prestito e campionato di Serie B alla Juve Stabia. Meglio: Dodo avrebbe. Perché la Fiorentina ha puntato forte sul 19enne laterale cresciuto nel settore giovanile viola, ma questo mese di preparazione ha lasciato dietro di sé qualche dubbio che, insieme alle richieste che si stanno accumulando da più società di A e di B (un paio lo vorrebbero a titolo definitivo: domanda respinta) potrebbe rimettere in discussione la scelta fatta a suo tempo. Di sicuro la valutazione è ancora in corso e il tecnico parmigiano si prenderà tutto il tempo possibile per decidere in sintonia con i dirigenti, ma che il vice Dodo sia Fortini non è più certo. E nemmeno che lo possa diventare Zortea: il veneto del Cagliari è in uscita dalla lista degli obiettivi.
