Da De Gea a Gosens, la Fiorentina vuole cedere per ridurre il monte ingaggi

La strategia di Paratici e le esigenze del club viola: resta in bilico anche Moise Kean, mentre pesa lo stipendio dell'ex Manchester United
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Francesco Gensini
Francesco Gensini

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Pubblicato il 07.06.2026, 11:46

Fiorentina doppia erre, rivoluzione e rivoltata, ma c’è un ma: il budget. Che Paratici presto saprà, andando domani negli Stati Uniti insieme a Ferrari per conoscere il presidente Giuseppe Commisso e la madre Catherine, e prima ancora del budget si trova la parola (composta) fatidica: monte ingaggi. Sessanta milioni lordi e passa nella scorsa stagione, settimo assoluto in Serie A, da ridurre e ridimensionare (altra doppia erre) per stare dentro i parametri economico-finanziari in primis e per dare poi sostanza agli investimenti. Ecco perché la Fiorentina rivoluzionata e rivoltata farà a meno anche di qualche pezzo grosso dell’attuale organico per l’incidenza netta sul succitato monte ingaggi: David De Gea, tanto per non fare nomi.

Fiorentina, De Gea può partire: Mandas nome buono per il futuro

FATTI DUE CONTI. Non è una certezza assoluta come non può esserlo il 7 giugno e il portiere spagnolo non è sul mercato, eppure lo scenario intorno è chiaro: c’è un contratto in essere rinnovato a maggio 2025 fino a giugno 2028 e costa qualcosa come 5,5 milioni lordi alla Fiorentina, poco meno di un decimo dell’intera spesa per gli stipendi dell’ultima stagione, e nessuno mette in dubbio che siano soldi spesi bene considerato il valore di De Gea, in affanno per i primi mesi del campionato e poi decisivo per la salvezza della squadra di Vanoli. Con un senso di appartenenza, tra le altre cose, che gli è valso la fascia da capitano e la stima dei tifosi. Ma c’è quel ma di partenza che per lui vale di più. Vale undici milioni per i due anni di contratto che ancora gli rimangono a Firenze: e sono tanti. Troppi. Quindi, se la Fiorentina intercetta un portiere di venticinque anni (età ipotetica), forte, affidabile, che guadagna meno moltiplicato per tante volte di De Gea, cambia: Mandas, ultimo anno al Bournemouth in prestito dalla Lazio, è classe 2001 e di anni ne compirà venticinque a settembre. E De Gea, che ad onore del vero ha sempre detto di rimanere volentieri a Firenze e questo fa rima con il senso di appartenenza di cui sopra, non avrebbe problemi a sistemarsi altrove combinando le due cose, anzi tre, perché Paratici di sicuro non lo svende, però per il discorso di prima non alzerebbe nemmeno tanto la richiesta dopo aver valutato tutto per decidere se rinnovare il proprietario dei pali (Martinelli rimane fuori un’altra stagione a fare esperienza da titolare): De Gea, si diceva, ha la fila di pretendenti.

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Fiorentina, i big in bilico: da Gosens a Kean

BIG IN BILICO. Solo un esempio tra i più eclatanti per spiegare quella che è la prima necessità della Fiorentina legata al mercato e che va sottolineata: ridurre e ridimensionare il monte ingaggi. Sempre non a caso, un altro calciatore viola finito nel radar di altri club e su cui non c’è il veto alla cessione è Gosens, però l’ingaggio del tedesco è un freno per chi si avvicina. E già che ci siamo, il discorso - combinato al prezzo del cartellino - è uguale per Gudmundsson: qui la valutazione diventa soprattutto tecnica, perché ridimensionare non deve significare ridimensionarsi e su questo Commisso ha il compito di essere chiaro. Ah, e Kean? Certo che c’è anche il centravanti in queste valutazioni, per forza di cose con i suoi 4,5 milioni netti all’anno d’ingaggio: ma per lui sì che c’è un ma.