Inter, stand-by Jones: c’è un’idea Pisilli, può partire l’offerta giusta
Quando giugno scandisce gli ultimi giorni e i conti vanno chiusi arriva sempre il sussurro che può trasformarsi in realtà. L’Inter indubbiamente sente sulla pelle gli affari Palestra e Nico Paz che non sono andati secondo le aspettative e sono giornate di confronti e attivismo su più fronti. Si sa che uno dei temi vivi è in mezzo al campo, dove il club nerazzurro ha provato ad assecondare l’altissimo gradimento espresso da Chivu sin da gennaio per Jones del Liverpool: operazione a cui i dirigenti della squadra campione d’Italia hanno lavorato non intercettando in maniera soddisfacente i parametri fissati dai Reds che chiedono 35 milioni di sterline, una cifra distante dai 25 milioni di euro offerti da Milano. A questo Jones aggiunge uno stipendio importante. La situazione è dunque di stallo attivo, nel senso che l’Inter aspetta di capire se dall’Inghilterra arrivi un segnale di apertura. Nel frattempo può prendere corpo un’altra pista, su cui i nerazzurri hanno già ragionato nelle settimane passate senza mai passare all’azione. Ora il quadro potrebbe cambiare. Parliamo del romanista Niccolò Pisilli, che ha tutti i requisiti da Inter: giovane, 21 anni, italiano - aspetti che mettono l’operazione in pole per gradimento assoluto dei parametri di investimento - è nazionale e ha una quotazione da 25 milioni e uno stipendio dentro i 2,5. Sono così concepiti gli affari per cui Oaktree dà il via libera senza bisogno di autorizzazioni sovrane. Pisilli sarebbe un colpo in continuità tecnica con Frattesi (in uscita). La Roma ha fatto arrivare a chiare note l’idea di non svendere, di non sentire cappi vincolanti al collo e di poter far fronte al rispetto dei parametri Uefa anche con le cessioni di piccolo cabotaggio avviate. In più Pisilli ha tutta l’intenzione di restare e di giocare la Champions con la sua squadra del cuore. Ma se davvero le prossime 48 ore portassero all’offerta da Milano verso la Capitale quei 25 (più bonus) sarebbero una plusvalenza netta. E un pensiero lo farebbero tutti. Per ultimo, se fosse indirizzato verso l’unica strada dell’addio, anche il giocatore (sul quale si era mosso nelle settimane passate anche il Como (...).
Avanti tutta su Khalaili
Il dopo Dumfries resta un tema. L’inserimento su Khalaili va in questa direzione. Sull’esterno israeliano c’è da tempo il Napoli, che vanta un accordo con il diretto interessato ma non con l’Union Saint-Gilloise, che ne detiene il cartellino. Il club belga chiede 25 milioni, dovendo poi versare il 15% sulla rivendita al Maccabi Haifa, dove Khalaili è cresciuto. Il Napoli ritiene troppo alta la valutazione. L’Inter parte in seconda fila, ma se alzerà la posta con l’Union Saint-Gilloise potrebbe mettere la freccia: questa settimana servirà a capirne di più. Un’altra pista porta a Ndoye, ex Bologna e nell’ultima stagione al Nottingham Forest, senza incantare ma con una valutazione che resta alta, circa 30 di milioni. Si è freddato Norton-Cuffy, Belghali ha mostrato qualità importanti nonostante la retrocessione del Verona. E va citato anche Kayode, che si è conquistato la scena in Inghilterra, nell’anno e mezzo al Brentford. Il prezzo sarebbe comunque da Premier.
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