Inter d'agosto, il tempo è denaro. Jones, Romero o un esterno: i migliori possono arrivare allo scadere

Un anno fa Akanji arrivò all'ultimo. Pavard da valutare. Frattesi intanto aspetta nuove soluzioni
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Pietro Guadagno
Pietro Guadagno

4 min

Pubblicato il 31.07.2026, 09:04

I piani erano diversi, inutile nasconderlo. Palestra era il prescelto per la fascia destra e Solet il rinforzo in difesa. E l’idea era di consegnare entrambi a Chivu, anche prima del raduno del 13 luglio. Per l’esterno, però, il Chelsea ha fatto saltare il banco. Mentre, per il centrale francese, le perplessità sulla sua tenuta fisica hanno stoppato l’operazione. L’Inter ha provato a correre ai ripari, puntando su Khalaili, come alternativa a Palestra, ma è venuto fuori un altro imprevisto, visto che non ha superato le visite di idoneità. Insomma, un mercato che, per buona parte, doveva essere completato in anticipo, si è invece fermato. Riaccendendosi giusto qualche giorno fa, con l’ingaggio da svincolato di Stones.

Il mercato d'agosto dell'Inter

In verità in casa nerazzurra non sono mai suonati allarmi, non sono mai trapelate né preoccupazione né ansia. Al contrario, il mantra è sempre stato improntato alla calma, con la consapevolezza che il mercato è lungo e c’è il tempo per fare tutto. E adesso proprio il tempo può trasformarsi perfino in alleato. L’urgenza non c’è e di conseguenza si possono aspettare le condizioni e le occasioni migliori. Che, di solito spuntano fuori proprio ad agosto, se non addirittura nelle ultime due settimane. E, in questo senso, Marotta e Ausilio possono far valere un precedente di sostanza. Lo scorso anno Akanji è sbarcato solo l’ultimo giorno di mercato ed è stato il rinforzo più importante, tanto da risultare il giocatore di movimento più impiegato di tutta la stagione. 

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La situazione Pavard e non solo

Tornando ad oggi e cominciando proprio dalla difesa, l’Inter ha coperto il buco lasciato dagli addii di Acerbi e De Vrij. Numericamente è al completo. Ma è pronta a intervenire qualora spuntasse l’offerta giusta per Pavard. Il francese era in predicato di partire, ma nessuno si è fatto avanti concretamente. Lui vorrebbe restare ed è tornato con l’atteggiamento giusto. Tutto può accadere, però. E nel caso si potrà riaprire il discorso relativo a Romero. Anche perché intanto il Tottenham ha abbassato le sue pretese, al pari dello stesso argentino e dei suoi procuratori. Merito del tempo, appunto. Per la corsia destra, invece, è stato importante capire di poter contare su Diouf. Deve ancora completare il suo processo di adattamento, ma ha qualità che in fascia possono risultare assai preziose. Qualità che, in realtà, hanno anche acceso un dubbio. Meglio puntare su un elemento più offensivo, utile soprattutto in campionato, dove spesso l’Inter si ritrova a dover fronteggiare difese molto chiuse, oppure su un profilo attento e abile in fase di non possesso, che potrebbe aiutare in particolare in Champions, dove il livello degli avversari è decisamente più alto? Beh, c’è ancora un pizzico di margine per decidere. Infine Jones, l’unico per cui nulla è cambiato. Nel senso che sin dall'inizio Chivu lo vuole a tutti i costi. Le richieste del Liverpool (40 milioni) però continuano ad essere troppo alte. E, in ogni caso, l’Inter deve fargli spazio, innanzitutto trovando una sistemazione a Frattesi. L’incastro potrebbe arrivare proprio al fotofinish: l’ex Sassuolo ceduto e i Reds costretti a concedere uno sconto per non perdere Jones a zero. Il tempo è denaro.