Joan Laporta, l'intervista: "Volevo Lautaro a tutti i costi, ma Marotta disse di no"
Tra Lautaro Martinez e il Barça non sono state soltanto chiacchiere da bar. Anche se una conversazione piuttosto amichevole ha cambiato la storia del Toro, tingendola di nero e d'azzurro probabilmente per sempre. Perché in questo calcio nel quale ogni cosa ha un prezzo, esistono ancora sentimenti inestimabili, talmente forti che persino la potenza dei soldi trova un argine. La trattativa è andata più o meno così: in un giorno di caldo rovente Joan Laporta ha alzato la cornetta e ha digitato il numero di Giuseppe Marotta per chiedere quale fosse la valutazione economica del capitano. Il Barça avrebbe fatto follie per portarlo al Camp Nou. La risposta ce la svela per la prima volta in modo così chiaro proprio il presidente blaugrana, tra gli ospiti più attesi del meeting della European Football Club a Copenaghen.
Laporta, quindi è tutto vero?
«Tutto vero, volevo Lautaro a ogni costo».
L'argentino sarebbe stato il riferimento offensivo del suo Barcellona che segna gol a raffica.
«È un calciatore incredibile, non intendevamo lasciarcelo sfuggire. Così ho chiamato il presidente Marotta e mi ha detto che il calciatore non era in vendita».
E poi?
«E poi che in qualsiasi caso non sarebbe stato il giocatore a decidere se trasferirsi o meno, perché l'Inter voleva tenerlo. Così per rispetto di Beppe, che stimo tanto, ci siamo fermati».
Lei è considerato un presidente tifoso, un fiume in piena.
«Forse è per questo che Nasser mi ha rivoluto a bordo della Efc».
È stato uno dei ribelli della Superlega.
«In realtà noi siamo stati tra i fondatori dell'Eca, che ha operato molto bene per 7 anni».
E poi cosa è successo?
«Avevamo le nostre idee e quelle idee, che all'inizio venivano osteggiate, hanno contribuito al cambiamento di cui oggi tutti beneficiano. Adesso i club sono più forti di prima».
La UC3 gestisce i ricavi delle competizioni e i diritti tv insieme all'Uefa. La questione dell'indipendenza economica era centrale nel progetto Superlega.
«Io ho provato a costruire dei ponti tra l'Uefa e la Super League per trovare una soluzione, ma poi loro hanno deciso di andare avanti da soli e noi siamo qui, felici di esserci. Ringrazio davvero Al-Khelaifi per aver insistito, ci sentiamo di nuovo in famiglia».
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