Juve, il bilancio è negativo: tanta spesa e poca resa dal mercato
2 / 2
Juve, costi e benefici
A questo punto è anche legittimo chiedersi perché una spesa del genere non ha ancora dato i frutti. Probabilmente, più di certi giocatori, si comprano le opportunità, le speranze che la situazione possa migliorare pur cambiando relativamente poco se non filosofia. Basti pensare che due estati fa era arrivato solamente Timothy Weah, eppure l'obiettivo è stato centrato facilmente, pur spendendo quasi niente. Insomma, la rivoluzione ha un prezzo e nel caso della Juventus è particolarmente elevato per arrivare ben lontani dal primo posto. Nella graduatoria combinata dei due anni i bianconeri sono noni con 320,4 milioni, più vicini al terzo posto del Manchester United (399,5) che al Napoli decimo (240,8), ma solo Tottenham e Liverpool fra coloro che li anticipano nell’intervallo in esame hanno vinto qualcosa. Quindi spendere e spandere non porta a una certezza di vittoria, ma non può nemmeno essere giustificato in toto. La pensano così anche ai vertici dopo l'ennesimo aumento di capitale sottoscritto per non avere ceduto Weah entro il 30 giugno. Forse questa Juve è più sostenibile rispetto a prima (per una politica di ingaggi più morigerata) ma continua a pagare cifre importanti estate dopo estate. Senza, per questo, avere una continuità di rosa: Djalò, Kelly, Arthur, Vlahovic, Milik, Miretti, Kostic, Nico e Facundo Gonzalez sono ancora alla ricerca di un autore.
2 / 2
Unisciti alla Community
Accedi o registrati per dire la tua sugli argomenti che più ti interessano e vivere tutti i servizi di Corriere dello Sport–STADIO". Completa il tuo profilo per essere sempre aggiornato su notizie, eventi, offerte e tutto ciò che fa vibrare il mondo dello sport.
ACCEDI
oppure
o entra con DISQUS

