Muharemovic o Lucumì, la Juve sceglie. E intanto Suzuki si inserisce tra Dibu Martinez e Vicario

I due difensori sono alternativi: più facile riportare il bosniaco a Torino ma con il Bologna si possono riaprire altre trattative
Fabrizio Patania
4 min

Muharemovic o Lucumi. Uno esclude l’altro, per ora e forse sino alla chiusura del mercato. Non c’è un favorito o un nome in pole. Stesso ruolo, difensori centrali di piede sinistro. La Juve sceglie e gioca su due tavoli. Sono incastri, vietato privilegiare una pista, bisogna tenerle aperte senza preferenze. Lo racconterà la cronaca chi arriverà (o tornerà) alla Continassa. Soltanto se partisse Kelly, con un’offerta congrua dalla Premier e che permettesse di realizzare una plusvalenza, si potrebbero immaginare Muharemovic e Lucumi, con la maglia bianconera, e in concorrenza per un posto da titolare. Al momento, ipotesi remota. Già, perché la strategia non è cambiata. Difesa a quattro, due titolari per ogni ruolo. La dirigenza bianconera lavora in questa direzione, valutando le opportunità.

La via Emilia

Carnevali ha aperto i dialoghi con Tarik Muharemovic, appena rientrato in Bosnia dal Mondiale americano e in uscita dal Sassuolo. La trattativa nei giorni scorsi ha preso corpo. Non è complicato andare a dama con il club emiliano. Servono diciotto milioni, ovvero 16 più 2 di bonus, per riportare a casa il bosniaco, amico di Yildiz e sbocciato nella Next Gen. Possibili offerte inglesi ingolosiscono il Sassuolo e la stessa Juve, costretta a fare economia. Può convenire spenderne 18 per consegnarlo a Spalletti o prenderne 25 per fare cassa, realizzare una corposa plusvalenza e reinvestire quei soldi. Anche Muharemovic, sotto forma di ingaggio, farebbe bingo trasferendosi in Premier. La cronaca racconta che il 15 luglio scadrà la clausola di rescissione a 28 milioni di Lucumi e il Bologna potrebbe avere interesse a venderlo. La Juve non ha mollato un colombiano, perché è forte, ha una spiccata personalità e forse ci sarebbe l’interesse aziendale a riaprire altre trattative, non collegate ma parallele. Primo esempio: lo scambio di prestiti tra Joao Mario e Holm sarebbe stato congelato con l’ingresso di Tedesco. Il portoghese, però, non resterà a Torino e Spalletti ha bisogno di un terzino destro. Anche i due giocatori, quasi certamente, preferirebbero continuare l’esperienza aperta a febbraio. Sartori e Fenucci si erano tuffati su Miretti, a cui la Juve intende dare il valore giusto di mercato. Non quadravano le cifre in entrata e in uscita. Occhio, perché la negoziazione potrebbe essere tramontata o forse no, si può riaprire in qualsiasi momento. Interessi convergenti.

Il filone Parma

Carnevali e Ottolini conoscono benissimo il mercato italiano, possono sfruttare rapporti e sinergie. L’alleanza con il Genoa ha permesso di chiudere il trasferimento di Ekhator piazzando Puczka in Liguria da De Rossi. Con il Sassuolo si sta parlando di Muharemovic. Va tenuto d’occhio il Parma per un semplice motivo: il club emiliano ha appena preso Daffara, a cui Cuesta consegnerà un posto da titolare. Alla Juve piace Suzuki, ma costa una trentina di milioni ed è corteggiato in Premier. Il portiere giapponese se la gioca con Dibu Martinez e Vicario. Non si può trascurare l’apprezzamento bianconero per Mateo Pellegrino, il centravanti argentino del Parma, il profilo per caratteristiche più vicino a Vlahovic. Carnevali lavora per Kolo Muani, ma il Psg insiste e non abbassa le pretese, chiedendo 40 milioni per il suo cartellino. Il francese era e resta la pista principale da battere per il nuovo numero 9 della Juve, ma vanno prese in considerazione le alternative. Non si lavora su un solo nome. È pieno di doppioni il mercato bianconero.


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