Rischio Immobile, l’Arabia agita la Lazio: la situazione© Marco Rosi / Fotonotizia

Rischio Immobile, l’Arabia agita la Lazio: la situazione

Dall’Al-Wehda sarebbe pronto un triennale da 60 milioni, i dubbi del club nonostante non sia arrivata alcuna proposta ufficiale
Fabrizio Patania
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AURONZO DI CADORE (dall’inviato) - Sarri è in ansia, anzi sarebbe meglio parlare di preoccupazione ai limiti del consentito: a un mese dall’inizio del campionato, a due dal debutto nel girone di Champions, ha perso un pilastro come Milinkovic e non sa come riuscirà a sostituirlo. Questa sera, sotto le Tre Cime di Lavaredo, accoglierà Valentin Castellanos, centravanti argentino prelevato dal New York City e nell’ultima stagione in prestito al Girona. L’entusiasmo per il primo acquisto è evaporato in fretta, spazzato dal rebus Immobile. Trovato il vice, si rischia di perdere l’attore protagonista. Dopo la cessione del centrocampista serbo all’Al-Hilal, nessuno riesce a negare o smentire l’ipotesi che anche il capitano possa trasferirsi in Arabia Saudita dopo aver segnato 196 gol, sbriciolando qualsiasi record.

I tormenti di Ciro, i dubbi del club

Hai voglia a contare i milioni e snocciolare i possibili sostituti (Sanabria, Simeone, Dia, Amdouni). Provate a calcolare cosa avrebbe perso la Lazio, in termini di punti e di classifica, senza duecento gol negli ultimi sette anni. Le squadre di Inzaghi e di Sarri, con qualsiasi modulo, hanno girato intorno a tre stelle: Immobile, Milinkovic e Luis Alberto. Perderne due su tre dal punto di vista tecnico, non solo emotivo e per lo spogliatoio, sarebbe una sciagura. Neppure si può trascurare lo stranimento a cui stiamo assistendo in queste ore. Facce scure all’interno dell’albergo della Lazio senza un dirigente di riferimento, escluso il team manager Derkum. Sarri freme per i ritardi di Lotito, deciso a fare tutto da solo. Si sono confrontati anche sabato al telefono sul tema mercato. Tensione palpabile. Servono altri quattro colpi (un regista, una mezzala, un esterno d’attacco, un terzino sinistro) e si sono aggiunte le incertezze relative a Immobile. Non sono arrivate offerte ufficiali alla Lazio. Lo stesso discorso vale per gli agenti (Alessandro Moggi e Marco Sommella), ma qualcosa si è mosso e può essere arrivato all’ascolto del giocatore e della società. Sondaggi, telefonate, interessamenti. La variabile araba e della Saudi League esiste. L’Al-Wehda, club con sede a La Mecca, sarebbe pronta a offrire a Ciro un triennale da 60 milioni netti (20 a stagione) di stipendio. Si parlava anche dell’Al Shabab. Poco importa il club. Conta la sostanza. Di fronte a una proposta choc, un giocatore di 33 anni sarebbe costretto a pensarci bene, come confermano all’interno dello spogliatoio: tutti hanno compreso il disagio di Immobile, in silenzio di fronte ai bambini (con la sua maglia numero 17) che in ritiro gli chiedono di non andare in Arabia Saudita e non abbandonare la Lazio. Ecco l’aspetto a cui aggrapparsi: il sentimento popolare e il suo amore per la maglia biancoceleste possono fermare la spirale classica in cui basterebbe un fax per far saltare il banco. Da questo punto di vista, la scena vista ieri sera all’uscita da una cena in pizzeria rassicura: Ciro è apparso più sereno e non si è negato al contatto e alle foto con i giovani tifosi.

Gli scenari in casa Lazio

Lotito, legato da un rapporto filiale al capitano, giura che non lo lascerebbe partire per 50 milioni, ma forse sono le sue stesse riflessioni. A quella cifra saprebbe resistere? Due giorni fa, nell’intervista esclusiva concessa in Piazza Indipendenza al nostro direttore Zazzaroni, non è stato convincente: «Nessuno mi ha detto niente», ha risposto senza eliminare l’interrogativo. È un fatto certo che la Lazio si sta guardando intorno. Servirebbe, in caso di addio, un altro centravanti. Il discorso avviato con Cairo per Sanabria forse non era casuale. Nel ritiro di Auronzo si parla ancora di Amdouni (Basilea). La passione per il Cholito Simeone non è mai passata di moda, Dia (Salernitana) a giugno era stato accostato alla Lazio. Nessuno tenti confronti con Immobile, Piola da lassù si offenderebbe.


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