Lazio, il pressing di Gattuso: ecco le priorità indicate a Lotito
ROMA - Duri i tempi alla Lazio. Realismo rassegnato per chi ci è passato come Tudor, Baroni e Sarri. Per chi, come i tifosi, ne è ossessionato. È toccato a Gattuso toccare con mano la realtà mettendo alla prova il proprio grado di resistenza. La cena di mercoledì con Lotito e Fabiani ha messo in luce ostacoli, sbarramenti e indici con cui bisogna fare i conti. C’è tanto da fare, la prima sensazione di Rino. E c’è molto da pazientare. Non ci sono ripensamenti, già ieri si vociferava di dubbi e tormenti che agiterebbero il tecnico, si era scatenata una gara di rivelazioni disordinate. Un’ossessione dovuta alle sindromi vissute e/o causate dai predecessori di Gattuso.
Gattuso in pressing su Lotito: cosa chiede
Le preoccupazioni sono di tutti, non si possono banalizzare. Ne ha anche Rino. Ma ha deciso di cimentarsi nell’impresa e lo farà. Sa che il “vorrei-non vorrei” con Lotito è fine a se stesso. Lo spettro del mercato a saldo zero presto sarà realtà, si dovrà procedere con cessioni per acquisti. La fuga dalla Lazio continua. Romagnoli aveva le valigie in mano a prescindere, a breve potrebbe seguirlo Provedel. Fermare Gila, con questi chiari di luna, non sarà facile. Lotito ha promesso a Rino che farà l’impossibile per tenerlo a costo di perderlo a zero nel 2027. La speranza di Gattuso è doppia: che Lotito ci riesca e che Mario trovi motivazioni per continuare. Gattuso sapeva di Alessio e dell’Al-Sadd, piange con un occhio. Rimpiazzerebbe Provedel con Mandas, quantomeno s’aspetta che resti lui. Ha indicato due priorità: il nuovo Romagnoli e il centravanti. Sul secondo punto s’aspettava qualche rassicurazione in più. La Lazio ha interesse a valorizzazione Ratkov, pagato 13 milioni a gennaio. Solo l’uscita di uno tra Noslin e Dia aprirebbe un posto per inserire un altro 9. Lotito e Fabiani hanno promesso impegno.
Lazio, c'è lo spettro di un mercato a saldo zero
La base di partenza per Gattuso è 4-5 rinforzi. Ma vanno calcolate le cessioni. Può partire Lazzari, dunque sarebbe necessario un terzino destro pari a Marusic. A sinistra è arrivato Pedraza, in rosa ci sono Tavares e Pellegrini. Può partirne uno. Rino preferirebbe tenere Nuno. A centrocampo manca una mezzala dall’addio di Guendouzi. Taylor doveva essere il big in più. Rovella e Cataldi sono reduci da una doppia operazione di pubalgia e i recuperi vanno testati sul campo. Patric si è ricilato da regista, anche lui è tormentato dagli infortuni. Dele-Bashiru è spinto dalla società, ancora convinta che possa esplodere. Belahyane non era né carne né pesce con Sarri. Rino una mezzala in più la accoglierebbe, magari dopo aver risolto i problemi in difesa e in attacco. In avanti manca un’ala. Lotito si è impegnato ad acquistarla, l’arrivo è legato al futuro di Cancellieri e Isaksen. Il primo è sacrificabile. Il danese rischia l’operazione per la pubalgia come Zaccagni, Rovella, Cataldi. Un’ala in più è promessa. Se partiranno sia Cancellieri che Isaksen ne serviranno due. Rino ha parlato con Zaccagni, è stata la prima telefonata che ha fatto da allenatore in pectore della Lazio. Lo ha convinto a continuare, era stato tentato dall’idea di provare una nuova avventura. Siamo alle promesse elettorali di Lotito, alle cene da protocollo. Per Rino, così com’è stato per tutti gli altri, il banco di prova sarà il mercato (semichiuso). Gattuso lascerà Formello stamattina dopo la prima due-giorni. Il contratto sarà depositato l’1 luglio, seguirà l’annuncio. Solo nelle prossime settimane inizierà a capire se ha contratto un credito o un debito di verità da Lotito.
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