Gattuso è ufficiale, Lotito aspetta Peruzzi: l'ex portiere ha chiesto tempo dopo l'incontro

La Lazio annuncia il nuovo allenatore e lavora al ritorno di Angelo, che ragiona sulla proposta: tutti i dettagli
Fabrizio Patania

Pubblicato il 24.06.2026, 08:59

ROMARino Gattuso, con firma digitale, si è legato con un biennale alla Lazio tra lunedì 25 e martedì 26 maggio, subito dopo l’incontro con Fabiani a Forte dei Marmi e l’ultimo colloquio con Lotito. Ieri la Lazio ha ufficializzato l’accordo con qualche giorno di anticipo rispetto all’ipotesi iniziale del primo luglio e una breve nota. "La società accoglie con soddisfazione il nuovo allenatore, nella convinzione che la sua esperienza, professionalità e determinazione possano contribuire al raggiungimento degli obiettivi sportivi del club". Dipenderà, in primo luogo, da quanto Lotito e Fabiani riusciranno a garantirgli nella costruzione di una squadra impoverita a gennaio e destinata a perdere altri pezzi da novanta (Gila, Romagnoli, Provedel) a causa di un mercato a “saldo zero” in cui dovrà prima vendere e poi acquistare. Rino è consapevole delle difficoltà ambientali e tecniche, gli sono stati promessi quattro o cinque rinforzi a fronte delle cessioni preventivate, lavorerà con pazienza, abituato com’è alle imprese emergenziali. Ha accettato i rischi e si è messo in gioco, perché doveva rimuovere la delusione del Mondiale e non voleva perdere un’altra opportunità in Serie A restando fuori dal giro, come avrebbero fatto altri tecnici, compreso Sarri lo scorso anno. Nessun ripensamento, solo fake news. Nel suo futuro, se riuscirà a lavorare come spera, vede due anni di campo e una continuità mai avuta nelle precedenti esperienze.

Peruzzi può tornare

Le sue richieste a Lotito non sono state solo di mercato. La Lazio dovrebbe ricreare (se possibile anche se possibile non sembra) condizioni più serene intorno alla squadra e strutturare la società, oltre a comprendere le ragioni della catena impressionante di infortuni registrati nella passata stagione. Lotito sta tentando di uscirne sinora senza considerare l’unico aspetto che lo distinguerebbe dai 22 anni di gestione: sbloccare il mercato di tasca sua, ripianando per 19,5 milioni. Pensa, però, di accompagnare in modo diverso l’allenatore. Ha chiamato Peruzzi, gli ha chiesto di tornare alla Lazio e lo ha incontrato una settimana fa a Villa San Sebastiano, scongelando il rapporto. Un invito rinforzato da Gattuso, suo amico. Angelo ha preso tempo, sta riflettendo. Più di Rino, conosce la realtà della Lazio. Ha lavorato a Formello per cinque anni, i migliori (epoca Lotito) nella gestione dello spogliatoio. Non ha mai preteso di incidere sul mercato, anche se all’epoca Tare e Inzaghi neppure gli chiesero un parere sul’acquisto di Reina. Si stancò di certe dinamiche (su cui Lotito non è mai intervenuto) e se ne andò quando stava entrando Sarri, che più volte ha provato a convincerlo. L’autonomia di lavoro è un tema, ma le difficoltà di oggi sono superiori rispetto al 2016 e il timore che niente sia cambiato a Formello è concreto. Ha preso tempo, deciderà entro qualche giorno, Lotito aspetta una risposta, Gattuso è in pressing: siamo nell’incertezza. 

Le scelte tattiche di Gattuso

Molto più chiaro, invece, come giocherà la Lazio. I moduli preferiti da Rino sono due: 4-2-3-1 e 4-3-3. L’ex ct ha visto e studiato tutte le partite della squadra biancoceleste nelle ultime due stagioni. Sarri ha sistemato la difesa, perdendo dei gol. Baroni sfruttava di più certe caratteristiche e aveva risposto all’addio di Immobile con due attaccanti (Taty più Dia). Gattuso dovrebbe ripartire dal 4-2-3-1, cercando di “tirare su” la Lazio. Noslin, Dia (salvo cessione) e un trequartista dal mercato a ridosso del numero 9. Ratkov e il centravanti promesso entro fine agosto davanti.