Lazio, Gattuso vuole un centravanti: ecco il budget e le piste sondate
Il massimo risultato col minimo sforzo per comprare il difensore. Il massimo sforzo per il miglior risultato per comprare il centravanti. E’ la doppia linea della Lazio per garantire a Gattuso i due colpi chiesti, per non peggiorare lo stato del costo del lavoro allargato e provare a rientrare nella soglia dello 0,7% a settembre (-19,5 milioni a giugno). Tre realtà da coniugare. Da qui l’idea di provare a prendere Dominguez della Dinamo Zagabria in prestito oneroso (3,5 milioni) con riscatto (8) legato ad una chimerica Europa. La Dinamo non ci sente. Non sono bastate, almeno finora, le garanzie di un acquisto futuro al di là della formula attuale. La richiesta dei croati è 15 milioni con obbligo di riscatto. Sanno che le speranze europee della Lazio sono illusorie. Lotito sta provando a non vincolare due acquisti, soltanto uno. Il piano è investire la somma più sostanziosa per dare a Gattuso un centravanti vero. La cifra che il presidente sarebbe pronto a stanziare è tra i 10 e 12 milioni. Lotito è atteso alla prova della realtà. Balla la cessione di Dia, se venisse chiusa in prestito con riscatto sarebbe più facile investire.
Gli scenari di mercato
Gattuso s’è fatto una prima idea della squadra. Le sensazioni che aveva hanno trovato riscontro. Un 9 in più serve. Ratkov è promettente, non può avere il peso di una stagione complicata sulle spalle. Del resto Sarri pensava la stessa cosa. Dia è reduce da una stagione deprimente, più che da centravanti potrebbe essere utile dietro la punta. Noslin lo vede ala o trequartista. Un 9 matricolato mancava e manca. Le piste fin qui conosciute non si sono scaldate. In Italia ci sono Piccoli e Pinamonti. La Fiorentina sa che può vendere Piccoli solo facendo una minusvalenza, lo ha pagato 25 milioni un anno fa. Apre al prestito oneroso con riscatto. La Lazio era interessata al prestito gratuito con diritto di opzione. Pinamonti è valutato 20 milioni, ma è ad un anno dalla scadenza (2027). Il prezzo è destinato a sgonfiarsi, almeno della metà. L’ingaggio da 2,5 milioni è un ostacolo per una Lazio che sta abbattendo il monte stipendi, uno dei fattori che inciderà sul controllo di settembre. Dal Brasile sono certi dell’interesse per John Kennedy del Fluminense, valutato 12 milioni. Da Formello lo sono molto meno. Agenti o intermediari sicuramente si sono mossi allacciando contatti con la scuderia di Bertolucci, il manager più influente in Brasile.
Il segnale di Lotito
Lotito deve dare un segnale a Gattuso, finora sono partiti due big (Gila e Provedel), aspettando la soluzione del caso Romagnoli, e sono arrivati due parametri zero (Pedraza e Doehki). Rino spera che l’attacco torni a essere un punto di forza. Ha annunciato l’attuazione di modelli tattici diversi dall’ultimo Sarri. Vuole una linea difensiva che “rompe”, che stia più alta. Punta ad avvicinare gli attaccanti alla porta. "Speriamo che l’attacco sia la nostra forza", una delle frasi chiave della conferenza di presentazione. E’ un uomo di sostanza e ama la sostanza. La Lazio dall’addio di Immobile in poi ha avuto solo mezzi o falsi 9, mezze punte da quasi gol in un’altalena senza successo. Nell’ultimo campionato s’è assistito ad una carestia mesta e povera davanti e non solo perché la Lazio giocava col blocco basso. Serve un centravanti che sia un centravanti, da tiro a segno. Ormai è un disco rotto.
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