Lazio, ecco Pinamonti: affare da 12 milioni a titolo definitivo, la chiave i bonus

Lotito e il Sassuolo hanno trovato la formula, che resta un mistero, per rispettare il saldo zero
i Daniele Rindone
i Daniele Rindone

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Pubblicato il 26.08.2026, 08:43

Roma - Pesi piuma e pesi massimi. Le categorie di peso valgono anche per i centravanti. Pinamonti non è un peso piuma, può essere un supermedio per la Lazio. Tocca a lui il salto di classe risolvendo la cronica assenza di un nove vero dopo troppi falsi nove. Lotito ha chiuso ieri col Sassuolo. La formula? Mistero. La versione più comune è l’acquisto a titolo definitivo (parte fissa da 3 milioni con bonus) per un totale di 12 milioni. Un buco nero i dettagli. Eludere il saldo zero non è possibile, qualche escamotage tecnico si era tentato già per Frattesi (poi respinto). Pinamonti firmerà un contratto fino al 2031 dopo le visite, le svolgerà tra oggi e domani. Mai come stavolta la caccia al centravanti è stata un giro di roulette. Pinamonti è arrivato dopo gli assalti, veri o presunti, inutili o inefficaci, a Gimenez, Espì (finito al Real), Ivanovic, Icardi e Bamba Dieng. Lotito di riffa o di raffa ha dovuto accontentare Gattuso, alla ricerca di un bomber dal primo giorno. Ratkov è stato provato. Inizialmente era apparso scarico, demotivato. Quando ha ingranato non si è rivelato adatto al contesto. Il serbo ha ricevuto la brutale conferma a Bologna: è fuori. La sua disperazione è pari solo alla disperazione della società che a gennaio ha speso 13 milioni per imporlo a Sarri. Ratkov era stato sorpassato da Dia e a Bologna l’ha sorpassato Noslin che Gattuso vedeva ala. Rino ha provato a spiegare che il serbo «si sa muovere bene in area, ma ho bisogno di giocatori con più gamba, più frizzanti per il primo pressing». Lodevoli la forza dell’onore e l’onestà del coraggio di Rino. Non si è fatto condizionare dalla necessità del club di valorizzare Ratkov. Ora la patata bollente è nelle mani della Lazio. Il serbo non ne vuole sentire di partire. Ha detto di nuovo no al Southampton, in corsa può entrare il Siviglia. Per la Lazio, dal 2024, l’acquisto dei centravanti è uno spreco di capitali ingenti e infruttuosi. Dia, Noslin e Ratkov pesano per quasi 40 milioni. Con Pinamonti si arriva a 50 o poco più, sperando sia l’uomo giusto.

 

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Pinamonti alla Lazio, i suoi numeri

Pinamonti non sta a Gattuso quanto Ciro a Inzaghi, ma non è la somma di un mezzo centravanti e di un mezzo rifinitore e in tempi di saldo zero è un valore. E’ destro, calcia di sinistro. Vede la porta, è abile nel gioco aereo. Nelle ultime 5 stagioni ha segnato 9 gol (l’anno scorso), 10 nel 2024-25, 11 nel 2023-24, 5 nel 2022-23, 13 nel 2021-22. Ha atteso la Lazio per settimane, temendo di perderla. Sapeva di non essere in pole. Ivanovic ha detto no. Lotito ha provato il colpo Icardi, altro no. Maurito è stato disincentivato da tutto. Dopo il breve intermezzo dell’operazione Bamba Dieg si è andati dritti su Pinamonti, in scadenza nel 2027 col Sassuolo, nelle condizioni però di far scattare un prolungamento fino al 2028 attivando una clausola. Col Sassuolo non ha esordito, sarà disponibile per il Genoa. Il gol era diventato una tortura. Rare briciole dai centravanti della Lazio, che dovrebbero essere la torta. Nonostante Pinamonti ieri continuavano a girare nomi di punte. Per Hutchinson del Leicester (18 anni) e Harder del Lipsia (21) sono state svelate offerte in prestito con diritto di riscatto. Erano nella lista baby. Il danese del Lipsia è il candidato più autentico. Nuovi arrivi solo con nuove uscite. Dia ha strappato la conferma a Bologna. Con Ratkov c’è in vendita Artistico, sempre che basti.