Ospina o Meret, il Napoli è a un bivio

Il contratto del colombiano arriva al capolinea il 30 giugno, quello del friulano scadrà il prossimo anno: la società deve compiere le sue scelte
Napoli (11)© FOTO MOSCA
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Antonio Giordano
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NAPOLI - Forse è vero: nel dubbio meglio assolvere. E però questa è un’altra storia racconta di uomini, ovvio, e delle loro emozioni, d’un dualismo (non è un duello, no) che può comunque lasciar germogliare insicurezze. Ci sono quattro anni alle spalle che raccontano Ospina e Meret, le loro differenze (sostanziali), il reciproco talento, la diversità interpretativa d’un ruolo ch’è (il più) delicato: e però stavolta si è alla resa dei conti e il Napoli sa bene che non può restare con le dita incastrate della propria porta. Quando Alex Meret è arrivato in una squadra che sembrava fatta apposta per lui, aveva appena 21 anni, il senso divino di chi viene ritenuto «un predestinato» e un orizzonte terso dinnanzi a sé: ma gli bastarono due allenamenti, ventiquattro ore e un contatto con il destino, per accorgersi che «il terzo medio dell’ulna sinistra» l’aveva abbandonata. Prima ancora che ci scappassero altre due fratture, all’enfant prodige è toccato altro, e non poteva andare diversamente: perché in quell’11 luglio del 2018, dovendolo aspettare per almeno quattro mesi, fu inevitabile puntare in alto e scegliere Ospina. Ne è venuto fuori un ballottaggio ideologico, da quel momento, e Meret qualcosa ci ha lasciato per strada, senza che Ospina ne sia colpevole: la costruzione dal basso è l’architrave di questo calcio moderno, diventa la distruzione degli uomini, e quel colombiano esuberante e rassicurante, un pozzo di sapienza, pur avendo sbagliato a Roma con La Lazio (nel 2019), sa come si palleggia. Però dentro questa «guerra di religione» si è rimasti e adesso i contratti hanno presentato il conto: Ospina è andato in scadenza, Meret si ritroverà nella stessa condizione tra mesi dodici, e dunque non si scappa, se non si vorrà farne un film, Sliding Doors parte seconda

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Mercato Napoli, riferimento Ospina

David Ospina è un riferimento tecnico per il Napoli di Spalletti, un desiderio da assecondare attraverso un rinnovo che sta lì, distante mezzo milioni di euro e magari appena un po’ di più, certo «turbato» dal richiamo del Real Madrid al quale non è facile resistere e comunque da una serie di pretendenti che si agitano nell’ombra: infatti è entrato in lizza anche il Villarreal. E Ospina sta riflettendo, un po’ fuori dall’area di rigore, quasi distante, non ancora del tutto: ma la sua uscita, stavolta, sembra ipotizzabile o almeno presumibile. 

Meret ama Napoli

Meret ama Napoli e però non può continuare a guardarsela da bordo campo, altrimenti il tempo e la panchina finiranno per corroderne il talento: ci sono stati incontri assai ravvicinati tra il suo management e la società, c’è una discreta volontà di prolungare quel quinquennale del 2018 che nel 2023 si dissolverà, ma bisogna che ci sia chiarezza. Ospina è amico suo, sul serio, ma avercelo ancora al fianco significherebbe condannarsi, quasi sicuramente, ad un'ennesima stagione da precario che finirebbe per essere umanamente e professionalmente insopportabile. 

Napoli aspetta la risposta di Ospina

Il Napoli attende che Ospina dia una riposta, poi si orienterà e procederà: intanto, ha praticamente bloccato Sirigu (35), che è un patrimonio tecnico di assoluto livello, e che può far qualsiasi cosa, il fratello maggiore di Meret e pure quello di Ospina; o eventualmente il titolare; oppure, last but not least, pure il braccio destro di Pierlugi Gollini (27) che l’Atalanta si ritrova in casa dopo il prestito al Tottenham, nel quale s’è trovato la porta chiusa in faccia da Hugo Lloris. C’è una chiave da trovare, per chiunque. 

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