Raspadori al Napoli, la fantasia a pelo d’erba

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Raspadori al Napoli, la fantasia a pelo d’erba© Getty Images
4 min
di Alberto Polverosi
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Al Napoli piacciono piccoli ma bravi. Almeno in attacco è così. Se ne sono andati Insigne con i suoi 163 centimetri e Mertens (6 centimetri in più del vecchio capitano), sono rimasti Lozano (174), Ounas (172), Politano (171), Elmas (182), Osimhen (185, il primatista) ed è arrivato Kvaratskhelia (183). Palla sempre a terra, mai alta, è da anni che il Napoli gioca così e nella prossima stagione ancora di più visto che sta per uscire l’unico attaccante grande e grosso (Petagna, 190 centimetri per 85 chili) e sta per entrare un altro della banda dei piccoletti (Raspadori, 172 per 69). È una scelta, una linea di gioco in controtendenza rispetto alle altre grandi del campionato che in attacco presentano Vlahovic, Lukaku, Abraham, Giroud, Zapata. Il Napoli dovrà attaccare l’area avversaria con un fraseggio insistito, con tecnica, fantasia e rapidità. Il lancio lungo sì, ma solo quando dalla difesa o dal centrocampo individueranno lo spazio dove far scattare quel felino di Osimhen.

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Il possibile arrivo di Raspadori restituirebbe alla squadra di Spalletti una parte della tecnica, della sveltezza e della creatività persa con le partenze di Insigne e Mertens, tecnica che crescerà ulteriormente se in organico entrerà anche Deulofeu, altro mirabile interprete del gioco a pelo d’erba. Al tempo stesso, rispetto a Lorenzo, Giacomino allargherà le possibilità dell’allenatore: Insigne ha sempre giocato esterno a sinistra, sia nel tridente che nel 4-2-3-1, Raspadori può giocare ovunque mantenendo più o meno lo stesso livello di rendimento. Può essere l’alterativa a Osimhen (quando il nigeriano avrà bisogno di tirare il fiato) come prima punta, anche se in questo caso all’attacco alla profondità il Napoli dovrà preferire il palleggio fra le linee; può giocare alle spalle di Osimhen, nella posizione che presumibilmente Mourinho affiderà a Dybala nella Roma, ovvero seconda punta/trequartista; può muoversi sull’esterno puntando sulla triangolazione rapida con lo stesso Osimhen o col centrocampista più avanzato. 

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Per il fisico e lo scatto breve a molti ricorda Paolo Rossi, che, prima di incrociare Gibì Fabbri a Vicenza, giocava sull’esterno come Raspadori. Per evitare querele, meglio chiarire che i punti di contatto finiscono qui, Paolo era un mostro, Giacomino chissà. Comunque, a 22 anni, alle spalle ha già quattro campionati di Serie A col Sassuolo, anche se soltanto gli ultimi due da titolare o quasi. Nell’ultima stagione ha stabilito il suo record di gol, 10, in 38 partite (Coppa Italia compresa). Alla sua età Insigne aveva giocato un solo campionato di A, col Napoli, dopo aver debuttato tre anni prima, aveva 4 presenze in Nazionale con un gol, Raspadori è già a 13 partite grazie all’intuito di Mancini che lo ha fatto crescere portandolo anche all’Europeo. Napoli può rappresentare per l’attaccante ancora del Sassuolo il salto definitivo, dovrà dimostrare di essere all’altezza del “Maradona” e soprattutto dovrà imparare a conoscere in fretta la Champions che è un’altra storia rispetto al nostro campionato. 

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