Napoli, Lukaku pista complicata: costi alti e tentazione Arabia

L'affare si complica: il Chelsea chiede oltre 40 milioni per il cartellino, l’ingaggio del centravanti supera i 10 milioni di euro
Fabio Mandarini
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NAPOLI - Romelu Lukaku fa rima con Antonio Conte: è questa una delle coppie centravanti-allenatore più solide nell’immaginario collettivo. Che Rom sia un attaccante molto adatto al gioco del tecnico del Napoli, beh, è una storia confermata dal mitico biennio interista 2019-2021, arricchito dai 47 gol realizzati in 72 partite con il signor Antonio in panchina. Bene. L’addio di Osimhen, per il momento nell’aria seppur non ancora certificato, ha immediatamente riscaldato la pista dell’arrivo di Lukaku al Napoli con il suo allenatore totem, quello che l’attaccante belga in persona ha definito «il migliore che abbia avuto in carriera» nel corso di un’intervista rilasciata a ridosso della fine del campionato con la Roma. E prima di rientrare al Chelsea. Conte, comunque, lo ha inserito nella sua personalissima lista di mercato e il ds Manna s’è messo subito all’opera: info, contatti con l’entourage e quadro della situazione per capire come e quando agire. Risultato? I parametri attuali, come noto, sono molto elevati: l’ingaggio previsto nel suo contratto fino al 2026 è di 10 milioni più bonus; e in più il Chelsea esclude l’ipotesi di lasciarlo partire in prestito e anzi punta esclusivamente alla cessione a titolo definitivo, a fronte della soddisfazione della clausola rescissoria da 37,5 milioni di sterline; più o meno 44 milioni di euro.

Lukaku, tentazione Arabia

Strategia? Può essere, anche perché i Blues sono costretti a realizzare incassi e plusvalenze entro il 30 giugno per soddisfare le regole del Fair Play finanziario inglese e dunque potrebbero anche accontentarsi di 20-25 milioni. Si vedrà. Fatto sta che le informazioni raccolte da Manna per capire i margini di manovra di un’eventuale operazione hanno avuto il risultato di un ostacolo. Se non di un muro. Tra l’altro, nella famosa intervista di cui sopra, Lukaku ha parlato anche della possibilità di un futuro in Arabia Saudita, scartata un anno fa. E in questi giorni che separano il Belgio dal debutto contro la Slovacchia di Calzona, in programma domani al Deutsche Bank Park di Francoforte, il collega di nazionale Yannick Carrasco, già in Saudi con l’Al-Shabab, ha pure svelato in conferenza un retroscena: «Lukaku e De Bruyne mi hanno chiesto informazioni su come vanno le cose in Arabia. Vivendo quella realtà è più facile per me dare dei feedback». Il portiere Koen Casteels, ex Wolfsburg, lo ha chiamato prima di firmare per l’Al-Qadisiya. Vabbè, cose di casa belga.


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