Napoli, Osimhen oggi da Conte: ma il futuro è in bilico

Victor è stato convocato al centro sportivo per l’inizio della stagione e il ritiro a Dimaro ma è rebus
Fabio Mandarini
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Se fosse un film, con titolo da scegliere con cura per non urtare suscettibilità e neanche la storia che i due protagonisti hanno scritto con straordinaria bellezza nell’anno di grazia del terzo alloro, sarebbe di certo un grande mix: un po’ kolossal drammatico, un po’ commedia all’italian o calciomercato, un po’ thriller con una certa suspense. Il finale è tutto da scrivere, ma la parte iniziale della sceneggiatura è ben definita: il rinnovo di Khvicha Kvaratskhelia è ancora in bilico ma la sua permanenza non è assolutamente in dubbio, resterà al centro del progetto di Antonio Conte e della squadra anche se non dovesse raggiungere l’intesa con il club ed è atteso a Castel di Sangro; Victor Osimhen è virtualmente lontano, ma fino a quando i corteggiatori non troveranno un accordo con il Napoli per sbloccare la cessione dovrà mettersi a disposizione in vista del ritiro di Dimaro. Sin da oggi, giorno del raduno, esattamente come i compagni. Strana la vita, vero? Un anno fa Osi e Kvara erano gli inseparabili gemelli dello scudetto, una specie di Derrick dei cartoni animati, e oggi invece non si sa neanche se riusciranno a salutarsi in questa estate di rinnovamento, regole nuove e aria pura come non si respirava da un po’ di mesi. E per il resto, domani è un altro giorno: più film di così.  

Osimhen, futuro da decifrare  

Osi è reduce da un periodo di ferie piuttosto tribolato: convocato a fine maggio dalla Nigeria per le qualificazioni mondiali, ha dovuto disertare le partite contro Sudafrica e Benin per un infortunio a una caviglia e poi a metà giugno sui social, con una diretta bollente di rabbia, s’è scagliato contro il ct Finidi che, a detta di Victor, aveva messo in dubbio la veridicità del problema. Sul fronte del mercato, in attesa che le inglesi muovano qualche passo verso di lui e il suo sogno Premier, che il Psg assecondi i desideri di Luis Enrique e che il mercato arabo apra i battenti (lo vuole l’Al-Ahli), è tutto interrogativo: la clausola da 130 milioni e l’ingaggio da 10 spaventano. E così, oggi è atteso a Napoli per il raduno della squadra e i test verso Dimaro: del resto ha un contratto fino al 2026.  

Kvara c'è 

Khvicha intanto è in vacanza dopo l’Europeo ed è atteso a Castel di Sangro dal 25 luglio in poi. Fino ad allora, il Napoli e il suo agente Jugeli proveranno a trovare una soluzione sul rinnovo che faccia felici tutti: nonostante abbia perso la Champions e ogni coppa europea, il club offre un super contratto fino al 2029, con ingaggio a scalare da 5 milioni con i bonus che negli anni supererà i 7, nonché la possibilità di valutare l’inserimento di una clausola stile Osi; Kvara, ingolosito (a dir poco) dagli 11 milioni annui offerti dal Psg, respinto senza repliche da De Laurentiis sulla soglia dei 110 milioni, vorrebbe una partenza superiore. Se non accetterà? Continuerà a giocare allo stipendio attuale di 1,8 milioni: è la linea del Napoli. Inderogabile come la sua incedibilità.  


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