De Bruyne, un assist al Napoli: dal Belgio ad Allegri, al centro di due mondi
Kevin De Bruyne è pronto a giocare il quarto Mondiale di una straordinaria carriera e poi si dedicherà alla seconda stagione della sua esperienza italiana: è centrale nel progetto del Napoli. Il suo futuro sembra scritto, anche se lui una decina di giorni fa aveva chiaramente lasciato intendere di voler affrontare con il club il discorso del progetto tecnico, prima di rimettersi a disegnare calcio in Serie A, in Champions e questa volta anche in Coppa Italia. Tutto, su tutti i fronti. A differenza di quanto accaduto nel corso di una stagione fortemente condizionata dal grave infortunio muscolare rimediato il 25 ottobre 2025, calciando un rigore contro l’Inter: Kev segnò - uno come lui riesce a nobilitare anche una caduta - e poi pianse per il dolore.
La paura e l'operazione
Il sipario sembrava calare inesorabilmente sul panorama di Napoli e sugli orizzonti americani: «All’inizio ero spaventato perché due anni fa avevo già avuto un problema al bicipite femorale», ha raccontato ai canali social di Move to Cure, la clinica del fisioterapista belga Lieven Maesschalck, un punto di riferimento per tanti giocatori della nazionale, compresi Mertens e Lukaku. Fatto sta che dopo la scelta di sottoporsi all’intervento chirurgico ad Anversa, il secondo in due anni nella stessa zona, De Bruyne ha polverizzato le tappe: è tornato in campo 132 giorni dopo la lesione e lunedì, 233 giorni dopo, in occasione di Belgio-Egitto comincerà l’avventura di un altro Mondiale a quasi 35 anni (li compirà il 28 giugno).
KDB e il sogno americano
Per la cronaca, tre giorni fa ha anche ritrovato il gol con la nazionale, contro la Tunisia a Bruxelles: 5-0 in amichevole e via a Seattle, Stato di Washington, la città prescelta dal Belgio come base del quartier generale ma anche la sede del debutto in coppa. L’incubo di un infortunio tremendo, considerando tutte le circostanze, s’è trasformato nel sogno americano. «Ho deciso di svolgere la riabilitazione con Lieven perché ho piena fiducia in lui e nel suo staff. Non ho mai avuto ricadute e non ho sofferto. Non ho avvertito dolori o particolari fastidi. È un peccato perché avevo iniziato molto bene la stagione e mi sentivo in ottima forma, ma guardo avanti con fiducia».
A Max il compito di riaccendere la luce
Lo farà anche il Napoli: De Bruyne è un fuoriclasse, un giocatore che vede calcio dove altri non osano, ma il Maradona ha potuto godere della sua classe soltanto a sprazzi. L’inizio, come ha detto lui, era stato davvero promettente con 4 gol in 8 partite e i due assist a Hojlund decisivi per la vittoria in Champions contro lo Sporting, ma poi il destino ha spento la luce: toccherà ad Allegri riaccenderla, uno che di fenomeni ne ha allenati e gestiti un bel po’ in carriera. De Bruyne, nel frattempo, si dedicherà al Belgio insieme con Lukaku, storico compagno di nazionale con cui nel Napoli è riuscito a giocare per 6 minuti appena (proprio contro il Torino a marzo). Anche Big Rom è reduce da un anno estremamente difficile, tra l’infortunio e la morte del padre, ma come Kevin si prepara al quarto Mondiale della sua carriera. Sempre insieme, loro: Brasile 2014, Russia 2018, Qatar 2022 e ora l’America. Due assi e un poker.
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