Dalla Roma al Como e non solo: tutti gli occhi su Vergara. Quanto chiede il Napoli

Il giovane azzurro è tra i pochi prodotti del vivaio che si stanno affermando ed è corteggiato da almeno tre squadre di Serie A
Fabio Mandarini

Pubblicato il 16.06.2026, 08:06

Il Napoli fa i conti con la rosa prima di accelerare sul mercato: affollatissima, un po’ di spine e qualche storia ancora in dubbio da risolvere nei tempi giusti. Tempi che coincidono con quelli di Massimiliano Allegri, gradualmente sempre più vicino a imboccare la strada azzurra di una nuova avventura. Sarà lui l’allenatore del Centenario mentre la squadra non sarà troppo diversa da quella che ha concluso l’ultima stagione al secondo posto, in Champions e con la Supercoppa italiana in bacheca. Certo, qualcosa cambierà. Soprattutto in difesa: Gila a parte, ci sono l e questioni del portiere e del terzino destro. Con ordine.  

Il portiere

Matej Kovar, l’alfiere della Repubblica Ceca al Mondiale e del Psv, 26 anni e la vittoria dell’Eredivisie, è un profilo ritenuto importante per rinforzare il ruolo insieme con Meret. Milinkovic-Savic, in questa fase, è considerato in bilico. Per la cronaca, da qualche giorno in città circola anche la storia di un contatto tra Manna e Guglielmo Vicario, il portiere del Tottenham che ha trascorso il weekend a Capri. Dove c’erano anche Ausilio, Chivu e il Cholo Simeone. Al momento non è ritenuta una pista percorribile dal Napoli. O comunque non quanto quella che porta a Kovar. Sul fronte del terzino, dell’uomo che dovrà riempire la fascia con capitan Di Lorenzo, le storie in ballo riguardano Anan Khalaili, il prediletto, l’israeliano di 21 anni che l’Union Saint-Gilloise valuta 25 milioni. Tanti, troppi. Valgono invece una quindicina sia Dodo, il brasiliano della Fiorentina di 27 anni con il contratto in scadenza nel 2027 e nessuna voglia di rinnovare, e Brooke Norton-Cuffy, l’inglese di 22 anni del Genoa che ha prospettive ampie sia in campo sia sul mercato.  

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Gioiello Vergara

Ha soltanto un anno in più, ma ha già brillato in Champions, Antonio Vergara. Uno dei rarissimi prodotti del vivaio che hanno sfondato nell’era De Laurentiis, un altro diamante della miniera di Frattamaggiore (come Insigne) e il secondo capace di segnare al Maradona dopo Gaetano. L’ultimo fiore azzurro del vivaio è sbocciato in Europa, con una magia contro il Chelsea, prima ancora di firmare in campionato e in Coppa Italia. Un po’ casuale, la sua esplosione, favorita dagli infortuni dopo un periodo di apprendistato in panchina e quasi un salto sull’uscio, a gennaio. Poi, qualcosa è cambiato. E Vergara, 23 anni, sfrontato al punto giusto e ricco di estro e talento naturali, ha afferrato il destino a due mani e l’ha stravolto cogliendo la chance al volo. E diventando il nuovo figlio del Maradona: la gente si identifica in lui, lo adora. E non solo: il Como e l’Atalanta sono pronte a investire 25 milioni di euro e la Roma ha chiesto info. Attendere prego. Il Napoli ha registrato e congelato tutto: immaginare la cessione sembra davvero difficile, strategicamente. Più probabile un rinnovo.