De Laurentiis, l'ambizione ha un prezzo: servono due colpi per far sognare Napoli

Il commento al mercato azzurro fino ad ora: c'è bisogno di un'accelerata per dare maggiori garanzie ad Allegri
Pasquale Salvione

Pubblicato il 10.08.2026, 07:56

La squadra è forte, è vero. La rosa è ampia, è vero. Le casse non sono piene, è vero. Ma per alimentare i sogni tutto questo non basta. C’è bisogno di un’accelerata, servono almeno un paio di colpi per completare il mosaico, dare maggiori garanzie ad Allegri e infiammare la piazza. La casella degli acquisti del Napoli è rimasta finora desolatamente vuota. Solo qualche baby di valore o giocatori rientrati dai prestiti e poco funzionali al progetto. Un inedito per De Laurentiis, che negli ultimi due anni si è svenato per regalare a Conte le armi per arrivare a vincere il quarto scudetto e poi conquistare la Supercoppa Italiana. La strategia dell’attesa scelta finora è stata condivisibile. C’era bisogno di abbattere il monte ingaggi, di ridurre le spese e di rientrare in un’orbita più vicina alle reali possibilità del club. Manna ha imbastito trattative su trattative, aveva in pugno Gila ma non ha potuto affondare il colpo, ha dovuto lavorare soprattutto per sfoltire una maxi rosa di 47 elementi impossibile da gestire.  

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Adesso, però, siamo arrivati al punto di svolta. La festa del Centenario è stata indimenticabile per i tifosi come le parole di De Laurentiis: “Ci manca solo la Champions, vediamo se Allegri…”. Le ambizioni del presidente sono ormai arcinote, giocare da grande protagonista in Europa è stato sempre il suo principale obiettivo, da anni ribadisce di sognare un trionfo oltre confine per coronare il suo entusiasmante percorso. Ora, però, c’è da porsi una domanda con una risposta abbastanza scontata: questa squadra è strutturata per competere con le big europee? La risposta è no. Le spiegazioni sono nelle liste delle rose di Psg, Arsenal, Manchester City, Real Madrid, Barcellona, Bayern. Quantità, qualità, esperienza. L’unico obiettivo del Napoli può essere solo quello di avvicinarsi, di avere le intuizioni giuste per ridurre il gap. E in questi ultimi venti giorni di agosto lo può fare.
 
Le necessità emerse in questo precampionato sono soprattutto due: un difensore e un attaccante. Gli infortuni di Buongiorno, Beukema e Marianucci non consentono esitazioni. Un centrale serve come il pane per tamponare l’emergenza e per mettere Allegri nelle condizioni di non dover schierare Oberatin e Garofalo, giovani sicuramente promettenti ma ancora acerbi per sfidare avversari tipo Haaland o Lautaro. Badiashile è il profilo individuato da Manna e approvato da Allegri, era considerato un fenomeno quando il Chelsea lo ha preso dal Monaco, ma qualche infortunio di troppo ha frenato la sua consacrazione. In Premier ha avuto difficoltà ad imporsi, in azzurro potrebbe trovare la sua dimensione definitiva
 
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L’altro grande problema da risolvere è quello del gol. Lukaku è ai saluti, Lucca sembra il cugino lontano di quello che spaccava le porte a Udine, può bastare il solo Hojlund per affrontare una stagione con tre competizioni in cui si ha l’ambizione di poter arrivare sempre in fondo? Anche qui la risposta è ovviamente no. Il profilo di Gabriel Jesus potrebbe essere quello giusto per dare un po’ più di vivacità a un reparto che ha bisogno di diventare molto più concreto. Due anni fa servì la sconfitta di Verona all’esordio di Conte per dare un’improvvisa accelerata al mercato. Stavolta c’è la possibilità di intervenire prima. Lo scenario sembra già chiaro, non c’è bisogno di aspettare Marassi.